Succede solo in riva al Po

Rugby in carcere

By on Giu 17, 2013 in Rugby | 0 comments

ovale-oltre-le-sbarre-la-drolaCon l’obiettivo di aiutare i detenuti a recuperare ruolo sociale e dignità personale, l’Associazione Ovale oltre le sbarre, la Federazione Italiana Rugby, il Comitato Regionale Piemontese FIR e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Piemonte hanno firmato un Protocollo d’intesa per favorire l’avvio di progetti d’insegnamento del gioco del rugby presso gli Istituti penitenziari del territorio regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta, sperimentando un modello di riferimento replicabile in Italia e all’estero.

In virtù delle proprie specifiche competenze, i soggetti coinvolti – che indicano come referenti, rispettivamente, Walter Rista, il Consigliere Federale Stefano Cantoni, il Presidente del Comitato Piemonte Giorgio Zublena, Marco Bonfiglioli – realizzeranno laboratori didattici finalizzati all’insegnamento del rugby ai detenuti; ogni laboratorio, coordinato da tecnici e allenatori FIR e supportato dal personale penitenziario locale, potrà coinvolgere sino a 30 detenuti in sedute di allenamento bisettimanali, della durata di 2 ore ciascuna.

Il modello di riferimento è l’esperienza progettuale condotta presso il carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino: qui, nel 2010, l’Associazione Ovale oltre le sbarre ha avviato i primi 2 moduli sperimentali coinvolgendo circa 40 detenuti in attività propedeutica al rugby, costantemente seguiti da un tecnico abilitato FIR e assistiti da medici e personale interno al carcere. Nel 2011, per dare continuità all’iniziativa, è stata costituita l’Associazione Sportiva La Drola Rugby, dotata di uno Statuto regolamentare conforme ai regolamenti FIR, che ha costruito il suo organico al termine di un bando di reclutamento nazionale avviato in collaborazione con la direzione carceraria. La squadra – composta da circa 30 detenuti di molteplici etnie – è stata iscritta al Campionato regionale piemontese di serie C, dove milita ancora oggi. I detenuti–giocatori sono chiamati a sottoscrivere un Codice etico e comportamentale che prevede specifici meccanismi sanzionatori in casi di violazione e a rispettare il Programma di recupero sviluppato in stretta collaborazione con il personale carcerario.

Il progetto è stato realizzato grazie al significativo contributo economico erogato negli anni dalla Compagnia di San Paolo, che ha fortemente creduto nella capacità dell’iniziativa di contribuire a migliorare la qualità della vita in carcere e favorire un dignitoso reinserimento sociale per gli ex detenuti.

Seguendo le linee – guida definite dal protocollo, il cosiddetto Modello Ovale verrà a breve replicato presso le strutture carcerarie di Alessandria, Asti, Saluzzo e Aosta; il referente progettuale (per queste sedi e per quelle che in futuro chiederanno di aderire all’iniziativa) sarà l’Associazione Ovale oltre le sbarre, che metterà a disposizione le necessarie competenze e metodologie di lavoro sviluppate e sperimentate in un triennio di attività.

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