Succede solo in riva al Po

Dalle origini alla conquista dello scudetto

Nella memoria degli sportivi viadanesi più anziani vi è il ricordo di una partita del Rugby Parma con una squadra francese disputata nel 1951 sul campo di calcio allora situato tra via S. Nicola e via Convento.

Fu questo il seme, gettato quasi per caso, che fece germogliare vent’anni dopo la palla ovale a Viadana.

Il tanto contestato ’68 portò anche aria di rinnovamento con la volontà di costruire qualche cosa che oltrepassasse il preesistente.

Fu di Claudio Aroldi e Guido Farina, allora giocatori del Parma, l’idea di far nascere a Viadana questo nuovo sport.
La prima riunione avvenne nel 1970, probabilmente nella primavera, me nessuno ne ricorda la data precisa perché, come spesso capita, mai si ha la presunzione che debba essere ricordata.
Guido Farina ospitò l’incontro in una stanza sopra il suo bar, il “Caffè del Popolo” o “Bar Sport” e precisamente attorno alla scrivania dell’Avv. Biancardi, ove ogni venerdì riceveva i suoi assistiti.

Presenti, oltre al padrone di casa, Claudio Aroldi, Dario Lotti, Giuseppe Flisi e Luigi Cavatorta.

Farina ed Aroldi, come già scritto, avevano giocato nel Parma, Lotti nel Modena, mentre Flisi e Cavatorta erano “reduci” dalla VItellianense-Cebogas, polisportiva iscritta al C.S.I. con sede nell’oratorio delle parrocchie del centro di Viadana.

Furono programmati reclutamenti ed allenamenti al fine di partecipare al prossimo campionato di serie D.
Si aggregò Daniele Bedulli che aveva giocato nelle giovanili del Parma e molti altri ragazzi con la voglia di fare sport.
Maurizio Bonesi rimase per qualche anno ancora nel Parma ove giocava seconda linea titolare.
Da ricordare la colonia di Cavallara guidata da Gian Carlo Sacchi che frequentando la scuola a Parma, aveva respirato l’aria di questo sport.
Con lui Barosi, Piccoli, Panicalli e Dall’Acqua. Poi alcuni dal cognome Gozzi: Giuseppe col fratello Gianluca.
Rosa Cesare, l’atleta più prestante della nuova compagine.
Ancora, Achille Coppi e Paolo Benazzi che rimangono tutt’ora colonne portanti del rugby viadanese.

Oggi appare sorprendente come sia stato possibile che un gruppo di ragazzi giovanissimi (si spaziava dai 15 anni di De Carli ai 21 di Farina, Aroldi e Gozzi Cesare) abbia potuto assumersi una così grande responsabilità e, con quanta serietà, passione e spirito di sacrificio si sia adoprato per realizzare questo sogno.

Erano gli anni della contestazione giovanile e a quella generazione non mancava certamente l’impegno e la voglia di fare con quella perseveranza disinteressata che oggi è così raro vedere.
Iniziarono gli allenamenti che si tennero nel campo dell’oratorio, poi in quello del Viadana calcio e spesso nella vicina spiaggia del Po.
Lo spogliatoio era costituito da una un vagone ferroviario dismesso, completamente in legno con influenze gitane.

Nacque la necessità di strutturare la società sportiva con tutto quello che avrebbe comportato: iscrizione, tesseramenti, partite, trasferte, ecc..
A qualcuno venne l’idea di poter entrare a far parte della Vitellianense-Cebogas finanziata da Cesare Bortolotti titolare di un commercio di carburanti.
Finalmente accolti, anche per l’interessamento del Rag. Nello Taragnani e del Dott. Francesco Besana.

“Un nuovo sport alla ribalta della nostra provincia” così titolava la Gazzetta di Mantova del 9 ottobre 1970, annunciando la nascita della sezione Rugby all’interno della Polisportiva Vitellianense Cebogas.

A quella data, la squadra di rugby viadanese aveva sostenuto un solo incontro con la formazione giovanile del Rugby Parma uscendo sconfitta per 19 a 9. Vale la pena di ricordare la formazione composta da: Casali, Benazzi, Barosi, De Carli, Petazzini, Sacchi, Aroldi, Gozzi, Bedulli, Farina, Piccoli, Forza, Rosa, Panicalli, Coppi.

L’amministrazione comunale affittò un appezzamento di terreno adiacente il campo sportivo comunale di via Al Ponte che venne adibito a campo da gioco.
I colori sociali erano e sono rimasti quelli della Polisportiva Vitellianense Cebogas: giallo e nero.

La responsabilità tecnica fu assunta dai fondatori della squadra che erano anche i più esperti, Aroldi Claudio e Farina Guido. Il binomio si integrava alla perfezione: Aroldi, terza linea centro di grande valore, aveva la responsabilità della mischia mentre Farina, mediano d’apertura e ottimo piazzatore, curava la linea arretrata.

Il rugby viadanese ha avuto sempre qualcuno dei suoi giocatori al vertice del rugby nazionale e a quel tempo si era orgogliosi di Maurizio Bonesi che si faceva onore, come seconda linea, in serie A con Parma e con l’Esercito (allora nella massima divisione) durante la parentesi militare.

 

Il Cebogas Viadana fu iscritto, per la stagione 1970/1971, alla serie D che era la categoria più bassa e la quarta d’importanza a livello nazionale.
Il girone era composto da Reggio Emilia, Perugia, ITI Firenze, Cus Pisa, Frontisterion Firenze, Campiglia Marittima e, naturalmente, Cebogas Viadana.
L’esordio ufficiale avvenne a Firenze contro l’ITI e si concluse con una secca sconfitta (21 a 0).

Durante l’incontro si ebbe anche la prima espulsione in quanto Coppi, ammonito dall’arbitro, gli mostrò il “posteriore”. Era il 1 Novembre 1970.

I primi punti segnati coincisero con la prima vittoria, la domenica successiva a Viadana, contro l’Etruria di Campiglia Marittima (3 a 0) e toccò a Farina infilare fra i pali un calcio piazzato.
La prima meta, che in quella stagione valeva 3 punti e solo l’anno successivo sarebbe passata a 4, fu realizzata il 29/11/70, in un derby sfortunato (sconfitta a Reggio Emilia per 15 a 11) dal trequarti centro Piccoli che ne realizzò addirittura due.

Per le trasferte, Cesare Bortolotti, aveva messo a disposizione una corriera guidata da Felice Aroldi, uno dei suoi autisti in azienda. Il pullman, “felicemente”, portò la squadra anche nell’ultima trasferta del campionato fino a Perugia, forse la prima con pernottamento, nella storia sportiva di Viadana. Inutile ricordare la confusione notturna che regnò fra le stanze e i corridoi di quell’albergo.

Il Viadana vinse 5 delle 12 gare disputate e chiuse a 10 punti con un piazzamento di centro classifica più che dignitoso per la prima annata sportiva.

Erano state gettate le basi di un fenomeno che avrebbe coinvolto ed appassionato sempre un maggior numero di sportivi viadanesi.


La stagione sportiva 1971/1972 cominciò col rinnovato entusiasmo di tutti coloro che avevano contribuito, l’anno prima, a far nascere il rugby a Viadana.
La squadra era abbinata ancora alla ditta Cebogas.
La serie D di quell’anno comprendeva, riunite nel girone C, le formazioni di: Cesena, Fiamma Noceto (neonata), ITI Firenze, Campiglia Marittima e Cebogas Viadana.

Il Men Sana Sapori Siena, sesta formazione del girone, si ritirò alla vigilia del campionato.
In quell’anno variò il valore dei punti da attribuire alla meta che passò da 3 a 4.
Molti nuovi atleti aderirono al sodalizio e fra questi ricordiamo: Nolli, Bonini, Casolin, Sutti, Scazza, Gozzi Romano.
In pre-campionato si disputarono numerose amichevoli: due con Reggio Emilia (inaugurazione del nuovo campo della Canalina), due con l’Amatori Parma ed una con la Fiamma Noceto collezionando solo sconfitte ma accumulando esperienza.
La squadra mantenne le stesse caratteristiche della passata stagione: molto giovane con poca esperienza ma con moltissima voglia di fare.

E fu proprio grazie alla volontà che si raggiunse la promozione in serie C vincendo il campionato grazie alla prima posizione ottenuta nel proprio girone con 11 punti frutto di 5 vittorie ed un pareggio.
Secondo in classifica, ad un solo punto di distacco, quel Campiglia Marittima che avrebbe conteso, senza successo, la promozione in serie B nel 1981.

Si vinsero due gare contro il Noceto (la prima 6 a 0 a tavolino perché gli avversari non si presentarono in casa a Noceto a causa di un errore nell’orario di programmazione della gara), due col Cesena, una col Campiglia in casa (4 a 3 con meta di Aroldi) e si pareggiò a Firenze (4 a 4 con meta di Nolli).
Il risultato più eclatante della stagione fu il 27 a 0 ottenuto a Viadana contro il Cesena grazie a 2 mete di Forza, 1 di Bonini, 1 di DeCarli, 1 di Savioli e 2 trasformazioni ed 1 calcio piazzato di Farina. La stagione sportiva si concluse con alcune gare fra le vincenti dei gironi della serie D per determinare il Campione d’Italia della categoria. Il Cebogas Viadana giocò con la Gussaghese e l’Endas Sestrese perdendo con la prima e vincendo con la seconda.
La grande euforia per la raggiunta promozione venne coronata da un’indimenticabile festa sulle rive del Po.


Il campionato 1972/73, primo anno in serie C, non fu, dal punto di vista dei risultati, ricco di soddisfazioni.
Alle prese con un calendario più lungo ed impegnativo dei precedenti, l’inesperta formazione viadanese, che nel frattempo aveva accolto nelle proprie file Oselini e Bordonali, dovette soccombere, accontentandosi di un misero ultimo posto in classifica.

Le squadre che componevano il girone di quel primo anno in serie C erano: Noceto, Uguccioni Pesaro, Modena, Reggio Emilia, Reno Bologna, Prato, Cus Pisa, Frontisterion Firenze, Amatori Parma, Cus Ferrara, Iti Firenze e Cebogas Viadana.
Il girone vide vincitore il Rugby Prato con 42 punti frutto di 21 vittorie su 22 gare disputate.
Proprio il Prato inflisse le prime pesanti sconfitte al Viadana (49 a 0 a Prato e 46 a 7 a Viadana).

La Cebogas Viadana racimolò solo 7 punti in classifica ottenuti grazie a 3 vittorie (col Noceto in casa 17 a 0, col Cus Ferrara a Viadana 22 a 10 e col Parma in Viale Piacenza 9 a 4 dopo una splendida gara) e 1 pareggio (col Reno Bologna 18 a 18).
In questa stagione il Viadana cominciò ad avvertire la prima crisi di crescita della sua storia ed a sentire quindi l’esigenza di una guida tecnica seria e preparata. Fu così che dalla vicina Parma si presentò Soncini (3/4 della formazione maggiore cittadina) ma che rinunciò dopo qualche allenamento.

Anche l’organizzazione richiedeva un impegno sempre maggiore e Livio Casolin e Carlo De Carli, genitori di due giocatori, rispettivamente di Daniele e Dario, recentemente scomparso, assunsero quest’onere.
A loro si deve il merito dell’ingaggio del primo allenatore ufficiale: il parmense Marcello Bersellini.
Questi militava come giocatore (3/4 ala) nel Parma ed era stato a suo tempo selezionato per la Nazionale Universitaria.
L’impegno di Bersellini, nella prima stagione, fu modesto anche perché arrivò a poco più di un mese dalla fine del campionato ma diede vita ad un legame che sarebbe durato cinque anni.

Interessante ricordare l’approccio di Bersellini con la squadra: la vide giocare per la prima volta proprio a Parma contro l’Amatori in una memorabile vittoria (9 a 4 grazie anche ad un calcio piazzato di Bordonali da oltre 50 metri) in una gara già rinviata tre volte per indisponibilità del terreno di gioco. Vivo il ricordo della partita disputata a Tirrenia contro il Cus Pisa, nel bel mezzo di un temporale, con un fulmine che colpì la porta.
Acqua torrenziale e grandine costrinsero il direttore di gara (Zucchi di Livorno) a sospendere anzitempo la partita e a rimandare tutti negli spogliatoi.
Con una decisione incomprensibile, dopo circa 15 minuti, le squadre furono richiamate in campo ma tra le fila dei viadanesi mancavano ben tre giocatori dispersi negli spogliatoi del centro CONI.

La partita finì 19 a 10 per il Pisa con i tre giocatori gialloneri stupiti di vedere rientrare i loro compagni dal campo ignari che la partita fosse ripresa.
Da ricordare la trasferta di Ferrara quando Livio Casolin si accorse di aver dimenticato le tessere a casa.
Fu la moglie che raggiunse la squadra in automobile assieme al fratello Marinello, consentendo la disputa dell’incontro.

In quell’anno ci fu anche la prima convocazione regionale: De Carli e Nolli furono convocati dal Comitato Regionale Emilia Romagna per partecipare al Trofeo delle Regioni Under 19. De Carli fu selezionato e giocò nella formazione emiliana insieme a Paolo Pavesi anch’egli selezionato nel ruolo di tallonatore dall’Amatori Parma.


La stagione 1973/74 verrà più che altro ricordata come l’anno della “austerity”.
I provvedimenti governativi tesi al risparmio energetico crearono non poche problemi alle società sportive dilettantistiche che usavano mezzi propri per recarsi in trasferta la domenica.
A quel tempo il Cebogas Viadana usava due Ford Transit, rigorosamente a gas, di proprietà dello sponsor.
Il divieto di circolare la domenica costrinse i rugbysti viadanesi, in due occasioni, ad usare il treno partendo dalla stazione di Boretto.
Ancora col buio, la mattina presto, si raggiungeva la stazione in bicicletta, con la borsa in spalla, pedalando in fretta per scaldarsi, in un paesaggio incredibilmente deserto.

Più tardi la Prefettura autorizzò il transito dei pulmini usati dalla società in occasione delle gare fuori casa.
La novità di quella stagione era principalmente quella di poter contare stabilmente su una guida tecnica e cioè Marcello Bersellini.
Il suo impegno, al seguito della squadra la domenica, era limitato alle gare interne che si disputavano al mattino, in quanto impegnato anche come giocatore nell’Arquati Rugby Parma.

In quel campionato ci furono i primi trasferimenti di giocatori della storia del rugby viadanese: Maurizio Bonesi rientrò a Viadana dopo alcune stagioni in Serie A col Parma ed esordì la prima di campionato contro il Cus Ferrara (vinta 12 a 0), mentre venne ceduto al Cus Milano (militante in serie B) Guido Farina che allora frequentava l’università del capoluogo lombardo. Il girone di quell’anno, ancora in serie C nonostante l’ultima posizione rimediata nel campionato precedente, era composto da 11 squadre: Cus Ferrara, Cecina, Reggio Emilia, Cus Pisa, Uguccioni Pesaro, Noceto, Amatori Parma, Iti e Frontisterion Firenze, Etruria Campiglia e Cebogas Viadana. Particolare curios: il Noceto dopo aver rinunciato a tre gare viene escluso dal campionato.

Dopo aver pareggiato in casa (6 a 6 con meta di Bonesi trasformata da Dall’Acqua) la gara di ritorno a Noceto non fu disputata.
La maggiore esperienza, il bagaglio tecnico dell’allenatore e il rinforzo in mischia con l’innesto di Bonesi, consentirono la disputa di un onesto campionato di centro classifica conseguendo anche alcuni prestigiosi risultati. Ricordiamo, ad esempio, il pareggio di Pisa (3 a 3 con calcio di De Carli) dove allora militava Fabrizio Gaetaniello, la vittoria col Pesaro (11 a 4 con meta di Ravioli e una meta e un calcio di Barra); la vittoria di Campiglia con l’Etruria (3 a 0 con calcio di Dall’Acqua) ed infine il pareggio casalingo con l’Amatori Parma (7 a 7 con calcio piazzato di Dall’Acqua e 1 meta di Mantovani).

Quest’ultimo fu il risultato più prestigioso della stagione che costò la promozione ai parmensi che fino ad allora avevano perduto una sola volta e viaggiavano al comando della classifica.
Grande soddisfazione nel clan giallonero ed in particolare del trainer Bersellini che aveva impostato una squadra inedita facendo esordire due giocatori: Zanazzi e Gaita.


Il sodalizio viadanese festeggia nella stagione 1974/75 il primo lustro di attività.
La guida tecnica è ancora affidata a Marcello Bersellini che gestisce il primo scambio giocatori con il Parma.
Alla vigilia del campionato viene infatti ceduto De Carli all’Arquati Parma in cambio di alcuni atleti provenienti dal settore giovanile e che non avrebbero trovato immediatamente spazio in prima squadra.
Alcuni di loro diventeranno colonne del rugby viadanese (Giavarini e Poletto) ed altri ancora faranno solo una fugace apparizione (Notari e Schianchi).
Fra i nuovi tesserati di quell’anno ricordiamo Cisilino.
In quell’anno il Viadana poteva contare su una mischia di discreto valore coordinata dal bravo Aroldi ma si sentiva orfano di Farina (trasferitosi come detto a Milano) nella linea arretrata.

Il campionato di serie C di quell’anno fu molto breve.
Solo 14 gare disputate per un girone composto da 7 squadre: Amatori Parma, Lyons Piacenza, Mirano, Mogliano, Este, Noceto, Cus Ferrara e Cebogas Viadana.
Per il Viadana fu una stagione senza infamia e senza lode: 6 vittorie, 2 pareggi, quarto posto in classifica.
Il girone fu vinto dall’Amatori Parma giunto imbattuto a fine campionato con il carniere pieno di tutti i 28 punti a disposizione. Due gare da ricordare: il pareggio di Este (13 a 13 con mete di Aroldi e Nolli e 1 calcio piazzato ed una trasformazione di Dall’Acqua) e soprattutto la vittoria col Noceto in casa con la prima linea a farla da padrone (15 a 3 con due mete di Barosi alla sua ultima gara prima del ritiro, 1 di Giavarini e 1 calcio di Schianchi).

Il Cebogas Viadana iniziò il suo sesto campionato (anno 1975/76) ancora all’insegna delle novità nel parco giocatori. Oltre al rientro da Parma del viadanese De Carli furono tesserati, dal Colorno Bergonzi e Sassi (il primo giocherà alcuni anni mentre il secondo una stagione soltanto) e dal Parma Talignani, Dall’Asta e Ugo Bersellini.
A questo si deve aggiungere l’esordio di Cimardi Giancarlo, giocatore dai grandi mezzi purtroppo protagonista di una breve carriera. Anche Farina era rientrato da Milano ma lo studio gli consentì di disputare solo alcune partite.

Nel ruolo di mediano d’apertura giocò quasi sempre Ugo Bersellini, atleta versatile impiegabile anche come mediano di mischia ed estremo.
Oselini disputò tutte le gare col numero 9 sulla schiena diventando titolare per anni di quella maglia.
Fece alcune apparizioni anche Lotti come estremo e qualche volta come centro. Mentre Zaffanella da ala passo a terza linea centro iniziando la sua carriera come protagonista e futuro, leggendario, capitano nelle stagioni più significative del primo decennio.
Non possiamo dimenticare Garavaldi che diventò titolare del ruolo di pilone rimanendolo per molti anni insieme a Giavarini.
La squadra era guidata ancora da Marcello Bersellini che si avvaleva, per la preparazione atletica, del competente e simpatico Guido Sani. Il girone della serie C di quell’anno vedeva partecipare queste formazioni: Parma Petroli Noceto, Acqua Ducale Parma, Cus Ferrara, Ova Cento, Reno Bologna, Este, Lyons Piacenza, Uguccioni Pesaro, Zugi Vicenza e Cebogas Viadana. Furono disputate 18 partite collezionando solo 16 punti complessivi frutto di 7 vittorie e 2 pareggi.

Eclatante la vittoria col Cus Ferrara in casa (33 a 0 con mete di Cisilino, Oselini, Giavarini, Talignani e Dall’Asta e calci e trasformazioni di Garavaldi). Oltre a Garavaldi anche Bonesi fu impiegato come piazzatore e si ricorda la vittoria col Vicenza quando realizzò un calcio e una trasformazione per non dire di Bologna dove i 10 punti realizzati furono frutto di una meta e un calcio di Bonesi nonché un secondo calcio di Garavaldi.


Anche la stagione 1976/77 fu condotta sulla falsariga delle precedenti con un Viadana alla ricerca di una precisa identità.
Stesso sponsor (dopo molte incertezze), stesso allenatore (anche se la “Gazzetta di Mantova “ del 23/09/76 accenna al tentativo d’ingaggio di Stefano Romagnoli da parte della dirigenza giallonera), stesso parco giocatori con un’unica novità di rilievo: la partenza di Claudio Aroldi per Mantova. Questo trasferimento lasciò nello sconcerto i giocatori viadanesi che videro, quella che era una delle bandiere, lasciare una squadra per una diretta antagonista.
Fra i giocatori era ancora notevole la componente parmense forte di Ugo Bersellini, Talignani, Dall’Asta, Giavarini e l’ultimo arrivato Paolo Tanzi.

E’ l’anno del primo derby col Mantova promosso in serie C1 al sua seconda stagione agonistica. Fu programmato il 7/11/76 ma non disputato causa l’allagamento del terreno di gioco di Valletta Valsecchi.
Anche il campo viadanese non fu risparmiato dall’ondata di piena di quell’anno e circa 50 cm. di acqua del fiume Po invasero gli impianti di Via al Ponte.
Il recupero del derby si disputò l’8 dicembre e vinse il Viadana 16 a 0, come la gara di ritorno (16 a 7 con meta di Talignani e Giavarini e 2 calci e 1 trasformazione di De Carli – il Mantova realizzò una meta tecnica ed un calcio di Tellini).

Le formazioni partecipanti quell’anno al campionato di serie C girone E erano: Mantova, Itas Cotogno, Erregi Pesaro, Latini Iesi, Lyons Piacenza, Noceto, Cus Ferrara, Ova Cento, Reno Bologna e Cebogas Viadana.
Il campionato fu caratterizzato da molte sconfitte e poche vittorie.
Fra queste, oltre ai due derby detti, da ricordare il 18 a 4 con cui ci si impose alla titolata formazione del Reno Bologna.
Fra le sconfitte si ricorda quella, purtroppo record, di Piacenza (50 a 0) con ben sei giocatori infortunati che costrinsero i gialloneri a concludere l’incontro in undici uomini.

Il campionato si concluse con il recupero contro il Pesaro e la sonante vittoria per 38 a 4 con un plauso particolare per Talignani autore di 4 mete.
A fine stagione (anche se eravamo ancora a Marzo) si disputò il torneo “Città di Mantova “ unitamente a Piacenza, Cento e il Mantova stesso.
La prima gara col Mantova fu vinta 8 a 0 con mete di Tanzi e De Carli, la seconda col Cento 4 a 0 con meta di Baruffali e la terza col Piacenza a tavolino per mancata presentazione degli avversari.
Il Viadana, pur avendo vinto il torneo, fu penalizzato per aver utilizzato come giocatore l’allenatore Marcello Bersellini.

A fine campionato ancora il terreno di gioco protagonista.
Una mattina di aprile, per scadenza del contratto di affitto, il proprietario del campo aveva provveduto ad arare in profondità tutta l’area fino ad allora destinata al gioco del rugby. L’amministrazione comunale, sollecitata da più parti, si affrettò a rassicurare che avrebbe provveduto ad individuare una nuova area idonea quanto la precedente, in tempo per l’inizio della stagione successiva.
Presso il circolo Arci “G. Mazzola” di via Garibaldi 211 si tenne la prima mostra fotografica sul rugby intitolata “7 anni di rugby a Viadana” curata da Fabrizio Nolli.


L’ottavo campionato (1977/78) della storia del rugby viadanese inizia con alcune grosse novità. Prima di tutto un nuovo terreno di gioco dopo che il vecchio era stato arato ed adibito ad uso agricolo ed inoltre un nuovo allenatore per la squadra: Paolo Pavesi, a quel tempo tallonatore del Rugby Parma e della Nazionale Italiana. Il nuovo allenatore portò a Viadana alcuni giovani giocatori da poco avvicinatisi al rugby: Campanini, Marconi, Bò e Popoli. Da rilevare inoltre il rientro di Farina da Milano dove aveva ultimato gli studi universitari. Fra i viadanesi numerosi esordienti quell’anno: Vaccari, Erbolini e Gianni Gozzi. Le formazioni partecipanti alla serie C di quell’anno erano: Itas Codogno, Mantova, Pesaro, Reno Bologna, Ova Cento, Noceto, Cus Ferrara e Cebogas Viadana. Fu un buon campionato quello disputato ed il Viadana dimostrò d’essere la terza forza del proprio girone. Numerose le vittorie fra le quali ricordiamo il 16 a 0 guadagnato a Bologna (mete di Zaffanella e Popoli, 2 calci di Farina ed 1 trasformazione di De Carli), 9 a 4 col Codogno (meta di Garavaldi ed 1 calcio e 1 trasformazione di Bergonzi). Ciò che si ricorda meno volentieri di quel campionato è senz’altro la prima sconfitta subita col Mantova per 7 a 6 al campo Cugola (nonostante il vantaggio ottenuto con una meta di Bonesi, le espulsioni di Garavaldi e Giavarini da parte dell’arbitro Joffrain di Rho condizionarono l’incontro consentendo al Mantova di aggiudicarsi l’intera posta in palio).


Il 1978/79 fu la stagione della svolta, del cambiamento di tutta l’ipostazione societaria. Perso definitivamente lo sponsor la squadra rischiò di non iscriversi al campionato. Grazie alla buona volontà di alcuni giocatori che assunsero anche il ruolo di dirigenti si ripartì con maggiore entusiasmo. Presidente fu nominato Fiorenzo Coppi e alla guida tecnica venne confermato Paolo Pavesi. Nuovi giocatori si avvicinarono al rugby quell’anno: Rocchi, Tosi, Pedron e Longari. Il Viadana partecipò al campionato di serie C girone D con le seguenti formazioni: Paullo, Cus Pavia, Crema, Manerbio, Vitto Mantova e Codogno. Fu un anno di record per quanto riguarda i punteggi realizzati sia per singola gara che complessivamente in tutto il campionato. Il Viadana vinse il 29/10/78 col Paullo per 85 a 0 e alla fine della stagione aveva realizzato ben 421 punti subendone solo 51 in 12 gare disputate. Nonostante questo dovette cedere la prima posizione al Codogno ed accontentarsi della seconda posizione (10 vittorie ed 1 sconfitta subita a Codogno ed una seconda sconfitta ed 1 punto di penalizzazione inflitto dalla federazione per l’utilizzo errato di un tesserato).

Comunque, le due prime classificate del girone, quindi anche il Viadana, disputarono le finali in un girone a quattro insieme a Gussago, Chicken Milano e Parabiago. Purtroppo uscirono sconfitti in tutti sei incontri e rimisero nel cassetto le ambizioni di promozione prematuramente nutrite. Di quell’anno si ricorda volentieri la sfida di Natale con il Toolstar Noceto militante in serie B e la vittoria che ne conseguì (13 a 0 con 2 mete di Talignani ed 1 calcio e 1 trasformazione di Farina). La gara amichevole era nata da una scommessa (in palio una cena per tutti i giocatori) fra lo zio di Paolo Tanzi ed il presidente del Noceto Sig. Cipolla. La stagione, grazie alle numerose vittorie, fu ricca di soddisfazioni per i giocatori e per gli esordienti dirigenti. Fra le vittorie ricordiamo quella col Mantova sul campo di Valletta Valsecchi (20 a 4) in esordio di campionato e quella con il Codogno a Viadana , diretta concorrente per il primo posto in classifica (22 a 8 con mete di Cisilino, Tanzi, Nolli, Bò).


Nel decimo anniversario della sua nascita (1979/80) il Viadana è sempre alla ricerca di un assetto che gli consenta il salto di qualità. Muta l’organico societario con l’entrata in consiglio direttivo di alcuni imprenditori viadanesi quali Mario Cocconi (Presidente onorario), Pezzoli Evelino e Giuliano Farina. La squadra è abbinata al marchio Mondialpan. Alla guida tecnica è confermato per terzo anno Pavesi. Molto folta la rosa dei giocatori con l’inserimento di Maloberti, Marconi, Furlotti, Orlandelli, Costa e Franco Tonni (diventerà, dopo cinque anni, di fatto, il direttore sportivo del Viadana ed insieme a Silvano Melegari metterà la firma sulla consacrazione della società ai vertici del rugby italiano). Fra questi si dovrà peraltro registrare la tragica scomparsa di Fausto Marconi a causa di un incidente sul lavoro (22 anni si Sorbolo, aveva giocato la stagione precedente con l’Acqua Ducale Parma). Dopo l’esperienza della primavere 1979 ai Giochi della Gioventù si partì ufficialmente con il primo campionato Under 15. Alla guida di Gabriele Oselini, che conserverà l’incarico fino al 1987, muovono i primi passi, fra gli altri, Bortolotti, Ghizzi, Orlandelli, Boccazzi, Mori e Matteo Pezzi (diventerà il primo viadanese convocato per una selezione nazionale: Under 15), conquistando anche alcuni risultati lusinghieri. La formazione seniores non è da meno ed in quell’anno conquista un brillante secondo posto dietro il Sari Gussago. Proprio quest’ultima accederà alle finali. Le altre formazioni partecipanti al campionato di serie C furono: Botticino, Vitto Mantova, Brescia, Pagani Rovato, Valpolicella, Costa Volpino. La statistica vide i gialloneri accaparrarsi 27 punti frutto di 13 vittorie e 1 pareggio realizzando 343 punti e subendone 115. Vittorie importanti furono ottenute col Mantova, forte dei giocatori neozelandesi Davison e Teamo, in casa (10 a 0 con calcio di Farina, drop di Talignani e meta di Zaffanella) e col Verona, sempre a Viadana (13 a 12 con mete di Nolli e Poletto, 1 trasformazione ed 1 calcio di Farina). Di questa stagione si ricordano in particolare i ruvidi scontri con le ostiche squadre bresciane: l’invasione di campo di Rovato, la battaglia di Lumezzane con l’infortunio di Coppi, la rissa col Brescia a fine gara, la lotta nel pantano di Botticino. Si recrimina inoltre, ancora oggi, sullo 0 a 0 di Mantova con facilissimo calcio piazzato fallito a fine partita. Al termine del campionato venne disputata la seconda edizione del Trofeo Lombardia. Il Viadana arrivò alla fase finale vincendo il proprio girone in carrozza ma, pur classificandosi al primo posto, dovette rinunciare al titolo a favore del Rovato per differenza mete. Rovinosa fu proprio la sconfitta col Rovato sul campo neutro di Sondrio.


Il 1980/81 è l’anno della indimenticabile prima promozione in serie B. La formazione viadanese, ancora sponsorizzata Mondialpan, è allenata, per il quarto anno consecutivo da Paolo Pavesi. Per la prima volta viene tesserato un’atleta proveniente da una federazione straniera. Si tratta di Bruce Webb, neozelandese di Hammilton, in vacanza in Europa, dirottato a Viadana quasi per caso da un comune amico, giocatore straniero dell’Amatori Parma. Fu impiegato molto poco a causa di un’infortunio occorsogli in una delle prime gare della stagione ma si rivelò importantissimo nelle finali nel ruolo di estremo. Nel corso della stagione sportiva esordirono anche Bini, Cabrini e Veraldi. Le formazioni che componevano il girone E di C1 erano, oltre il Viadana, Miriam Reggio Emilia, Lyons Piacenza, Bologna 1928, Vitto Mantova, Modena, Roverdicrè e Villadose. Il Viadana chiuse la “regular season” al secondo posto dietro Reggio Emilia con 22 punti per 11 vittorie conquistando il diritto a disputare la finale (andata e ritorno) con la seconda classificata del girone F (Etruria Campiglia Marittima). Di questa stagione si ricorda la vittoria di Mantova per 24 a 18 dopo essere stati in svantaggio per 12 a 0 avendo subito 3 mete (2 di Tellini e 1 di Corradini) in soli 12 minuti di gioco. Il Viadana si impose poi con 2 mete di Poletto, 1 di Veraldi e 3 trasformazioni e 2 calci di Farina. Il Viadana affronta quindi le due gare di finale con grandi ambizioni e riesce a vincerle entrambe. Prima a Viadana (17 a 13) e poi a Campiglia (12 a 11). Nelle due gare rientrarono sia Webb che Cimardi dando un apporto determinante alla conquista della promozione. L’entusiasmo per la conquista della serie cadetta è però funestato dal tragico incidente d’auto che il 25 aprile priva il Viadana del suo capitano ed anima degli ultimi 5 anni: Luigi Zaffanella. “Gigi” si era avvicinato al rugby nel 1971 ed aveva giocato i primi anni nel ruolo di ala prima di scoprire la sua vocazione naturale come terza linea. Da tre anni era il capitano della squadra, amato e rispettato da tutti. Il Viadana disputò le ultime gare della stagione (Trofeo Lombardia) con la tristezza nel cuore ed appagato di quanto aveva conseguito in campionato. Dopo aver vinto il proprio girone di qualificazione fu eliminato dal Lumezzane sul campo neutro di Calvisano.


Il Rugby Viadana affrontò la nuova esperienza nella serie cadetta (1981/82) con rinnovato entusiasmo partecipando ad un campionato che prevedeva, per la prima volta, tre fasi: due di qualificazione ed una di promozione o retrocessione a seconda della posizione raggiunta in precedenza. Quell’anno si giocò anche la Coppa Italia e il Viadana fu inserito nel gruppo comprendente Parma Rfc, Livorno, Cus Genova, Cus Pisa e Autocamion Parma. La società sportiva trovò un nuovo abbinamento pubblicitario con la Svad Dondi e si rinforzò sul mercato in vista di un campionato molto impegnativo oltrechè per la tragica scomparsa del proprio capitano Zaffanella. Arrivarono così alla corte di Pavesi (quinta stagione per lui) il gallese May in sostituzione del neozelandese Webb tornato in patria nonché Manfredi, Bruschini, Terroni del Parma e Sarzi Braga dal Colorno. Il campionato prevedeva 20 gare più 5 di Coppa Italia e così vi fu la possibilità di dare spazio a forze emergenti del rugby viadanese come Orlandelli, Boccazzi, Bondioli, Ghizzi, Cabrini, Passerini. Il Viadana incontrò rispettivamente in prima fase: Lyons Piacenza, Autocamion Parma, Miriam Reggio Emilia, in seconda fase Cus Aquila, Zagara Catania, Cus Pisa, in terza fase Colleferro, Miriam Reggio Emilia, Autocamion Parma e Lazio. L’esperimento delle tre fasi durò un solo anno. Di quell’anno si ricordano le prime trasferte che richiesero l’impegno di due giorni (Colleferro, L’Aquila, Roma) usando anche l’aereo per giocare con lo Zagara Catania. Furono esperienze che oltre a dare il senso del cambio di categoria contribuirono a creare un ambiente compatto. La squadra, pur disputando il girone retrocessione, si salvò ottenendo anche qualche risultato di prestigio superando la sfortuna che aveva visto i gialloneri penalizzati di un punto in classifica dopo la gara di Roma con la Lazio (arbitro Davoli di Reggio Emilia). Oltre ai risultati che fruttarono una partenza a razzo nel primo girone (vittoria 18 a 9 col Piacenza e 18 a 3 a Parma con Autocamion), nella terza e definitiva fase si vinse in casa con Colleferro (10 a 7 con meta di Cimardi e 2 calci di Boccazzi), con la Lazio (6 a 3 con due calci di Boccazzi) e con Reggio Emilia (19 a 7 con meta di Tonni e Bò e tre calci e una trasformazione di Boccazzi) mentre si colsero due importanti successi esterni a Parma (7 a 6 con meta di Gozzi Gianni e calcio di Boccazzi) e a Reggio Emilia (6 a 3 con due calci di Boccazzi). Particolare curioso: l’Autocamion Parma dopo essere stata sconfitta in casa per 7 a 6 vinse a Viadana col medesimo risultato grazie ad una meta realizzata da un certo Franco Bernini.


Il secondo anno di serie B (1982/83) vide fra le fila viadanesi la sostituzione del vertice tecnico: Franco Bernini, alla sua prima esperienza, sostituì Paolo Pavesi. Bernini intraprendeva la carriera di allenatore dopo aver definitivamente rinunciato a giocare causa un serio infortunio al ginocchio. Come giocatore straniero venne confermato il gallese May Leighton. Anche l’abbinamento Svad rimase invariato. La serie B nazionale, formata da 32 squadre, venne divisa in 4 gironi. Il girone B, oltre al Viadana, comprendeva: Italcase Brescia, Lumezzane, Amatori Milano, Cus Milano, Parabiago, Sondrio e Torino. La formula prevedeva due fasi, una di qualificazione ed una di promozione o retrocessione. Le prime 4 classificate, in prima fase, avrebbero partecipato con altre prime quattro alla lotta per la promozione in serie A. Mentre le ultime 4 della prima fase avrebbero disputato un girone per non retrocedere. In questa stagione dobbiamo rilevare l’importante esordio di Dante Bacchi proveniente dalla giovanile del Parma con profondi legami affettivi e famigliari alla “bassa”, mentre dalle giovanili giallonere si utilizzarono Ponzi, Mori e Romantini nonché alcuni “vecchi” come Coppi e Cisilino. Fu una stagione piuttosto sfortunata condizionata dalla molte sconfitte di misura e anche dagli arbitraggi: per il secondo anno consecutivo i viadanesi si videro infliggere una sconfitta dal giudice federale con relativo punto di penalizzazione (scontro salvezza a Milano contro il Cus arbitro Pedroni di Reggio Emilia). Cosicché la lotta finale per la salvezza vide soccombere i gialloneri, nonostante il grande impegno, sul terreno di Pesaro, sconfitti per 16 a 14 (meta di Nolli e meta e 2 calci di Boccazzi) rendendo vana la vittoria di Modena (9 a 6 con 2 calci di Gianni Gozzi e drop di Ponzi). Quell’anno vi fu anche il record negativo con la sconfitta di Brescia (contro un’Italcase retrocesso dalla A e lanciatissimo verso la risalita guidato dall’irresistibile gallese Cliff Burgess) per 74 a 0. In quell’occasione, per arginare lo strapotere bresciano, non bastò la presenza in campo come giocatore dello stesso allenatore Bernini.


Dopo la retrocessione patita l’anno precedente il rugby a Viadana segnò il passo per una stagione (1983/84), mirando soprattutto ad assorbire e superare le conseguenze negative che inevitabilmente il cambio di categoria all’indietro comporta. Diversi giocatori si ritirarono o cambiarono bandiera: Giavarini andò a Collecchio, Tanzi a Noceto, Manfredi e Nolli al Parma. Anche il gallese May Leighton tornò in patria in quanto la serie C1 non consentiva il tesseramento di uno straniero. Il Viadana perse anche l’abbinamento pubblicitario gestendosi cosi completamente con l’autotassazione. Franco Bernini venne confermato alla guida della squadra mentre Oselini continuò l’opera di proselitismo giovanile che già stava dando buoni frutti. La squadra, imbottita di tanti giovani, non sfigurò in campionato consentendo a molti di fare esperienza. In quella stagione esordirono Valentini, Tizzi, Barbieri, Flisi, Testa, Bortolotti e Panizzi. E’ importante rilevare che la società, in quella stagione, si diede una forma giuridicamente ufficiale con uno statuto adeguato alle normative vigenti per le società dilettantistiche. Alla presidenza venne confermato Paolo Benazzi che ebbe in Giuseppe Flisi il suo vice. Maurizio Bonesi, bandiera del rugby viadanese per molti anni, smise definitivamente di giocare dopo un serio infortunio.


Il quindicesimo anniversario della nascita del rugby a Viadana (1984/85) coincise con la seconda promozione in serie B. Risultato molto importante raggiunto da Franco Bernini dopo tre stagioni alla guida della prima squadra. Da ricordare che la società giallonera, come del resto l’anno precedente, era priva di sponsor e si manteneva unicamente grazie al contributo dei soci e di qualche azienda. In squadra arrivarono molte facce nuove: oltre al rientro di Nolli fu tesserato Alba proveniente dal Noceto, Corazzi e Marozza dal Parma e Paganelli dall’Amatori. Questi giocatori, tutti molto esperti, diedero un’importante impulso integrandosi alla perfezione negli schemi predisposti dall’allenatore che già conoscevano ed apprezzavano. In quella stagione esordirono i viadanesi Baraldi e Buttarelli. Chiusero invece la loro carriera agonistica: Farina, Oselini, Petazzini e Gozzi Cesare. Quell’anno il Viadana partecipò alla Coppa Italia di C1 con Reggio Emilia, Mantova e Collecchio. Vinse il Viadana guadagnandosi l’accesso agli ottavi di finale nazionali contro Jolly Tarvisium: vittoria in casa per 9 a 4 ma male la settimana successiva a Treviso dove uscì sconfitto per 14 a 3. La miglior differenza mete favorì i veneti. Il campionato fu molto impegnativo (ben 5 formazioni a fine stagione concentrate in soli 2 punti) e il Viadana la spuntò con 21 punti a scapito del Reggio Emilia giunto secondo a pari merito con Collecchio con 20 punti. Si ricorda in quell’anno gli scontri con la diretta concorrente Reggio Emilia (ben 6: 2 in Coppa Italia, 2 in campionato e 2 nelle finali per la promozione). Il bilancio definitivo fu di 4 vittorie, 1 pareggio ed 1 sola sconfitta. Da ricordare che in semifinale il Viadana incontrò l’Oderzo e nonostante la sconfitta fuori casa (6 a 3) ribaltò la situazione vincendo a Viadana per 15 a 6. Bernini in trionfo e pubblico euforico e pacifico invasore di campo a fine gara nella finale col Miriam Reggio Emilia vinta per 6 a 4 con meta di Ghizzi. A quella stagione venne dedicata la pubblicazione “Con la rabbia nel corpo e la paura nel cuore – rugby yearbook 1984/85” curata da Fabrizio Nolli.


Ritornato in serie B (1985/86) il Viadana cercò subito di rinforzare l’organico sacrificando peraltro l’elemento di maggior talento del suo vivaio e cioè Stefano Boccazzi trasferito al Rugby Brescia. Furono ingaggiati Casalini, Bellucci e Ferroni dal Parma che andarono ad infoltire la truppa parmense composta da Marozza e Corazzi. Dalla Nuova Zelanda arrivò il “maori” Kevin Walden come mediano d’apertura. Pur non essendo un giocatore di grandissime doti diede un grande apporto alla compagine giallonera e fu protagonista di alcune gare memorabili. La prima fase (composta da 8 squadre) vide il Viadana insiema a Tre Pini Padova, Livorno, Ova Cento, Cus Firenze, Amatori Parma e Bologna 1928. Le prime quattro classificate passarono al girone promozione mentre le altre al girone salvezza. Il Viadana ottenne discreti risultati in prima fase ma si classificò al quinto posto per un soffio. Importanti risultati della prima fase furono la vittoria di Firenze (gara d’esordio di Walden vinta 18 a 7), quella di Parma contro i “cugini” della Vettori E Manghi (10 a 3) e quella interna col Bologna dove si ricorda il “duello” fra Walden ed il “bolognese” Ivan Hopkins. In seconda fase il Viadana conquistò agevolmente la salvezza sobbarcandosi trasferte impegnative per le casse della società, ancora senza sponsor, come L’Aquila e Roma, ma non avare di soddisfazioni perché ottenne in entrambi i casi un risultato utile. Insomma un campionato nel complesso più che dignitoso che apriva la strada alla grande impresa che si sarebbe verificata l’anno successivo.


E’ l’anno magico (1986/87), quello della storica promozione in serie A2. Una squadra non molto rivoluzionata rispetto agli anni precedenti ma un gruppo molto omogeneo e volitivo, agli ordini di Franco Bernini. Dalla Nuova Zelanda, dopo una stagione non esaltante col Noceto, arrivò l’indimenticabile Mark Finlay (23 anni, 2 presenze negli All Blacks nel 1984) ad integrare il reparto arretrato mentre la mischia si arricchì di Marcadini proveniente dal Brescia nell’ambito del trasferimento Boccazzi. Il campionato di serie B era diviso in due fasi. La prima vedeva il girone composto da Viadana, Sondrio, Rovato, Rho, Varese e Torino. Il Viadana si classificò secondo dietro il Sondrio perdendo abbondantemente l’ultima gara della prima fase proprio contro questa compagine, sicuro della certezza matematica del passaggio alla poule promozione. Proprio su questa sconfitta che aveva lasciato l’amaro in bocca si costì il destino del rugby viadanese. La programmazione della prima gara del nuovo girone rimandò il Viadana, dopo solo una settimana, a Sondrio e per tutti significò come un’occasione di riscatto che puntualmente arrivò. Vittoria esaltante a Sondrio contro una diretta concorrente guidata da un grande Thomas, per 15 a 10. Di nuovo vittoria una settimana dopo a Messina (13 a 0) a caro prezzo causa gli infortuni seri occorsi a Rocchi e Tizzi. Si vince ancora (22 a 9) con la Partenope in casa mentre si commette il passo falso nella gara di recupero col Torino sempre a Viadana per eccessiva sicurezza. Ma è pronto il riscatto con la vittoria di Colleferro (12 a 9), unica squadra ad espugnare quel campo. Si ricomincia col Sondrio ed è un capolavoro anche se si è costretti a spartire la posta in palio (12 a 12). Nella partita di Torino si restituisce la cortesia ai piemontesi e si vince 12 a 6. Il 15 marzo a Viadana col Messina è una vera battaglia senza esclusione di colpi ed ancora si vince come si farà a Napoli con un risultato eclatante (24 a 16). Si arriva così all’ultima gara con Colleferro. Le squadre sono divise in classifica da un solo punto (15 a 14). La vittoria determinerà la squadra promossa. Arbitra il Signor Borgato e fischia la fine delle ostilità sul risultato di 15 a 13 per i gialloneri che così approdano, per la prima volta nella loro storia, al clamoroso traguardo della serie A2. Capitano dei gialloneri era Fabrizio Nolli, bandiera del rugby viadanese, mentre Bernini assaporò per la seconda volta la gioia di una promozione.


Sull’onda dell’entusiasmo (1987/88) arriva uno sponsor di spessore: La Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, necessario per affrontare una avventura che colloca il Rugby Viadana fra le prime ventiquattro squadre a livello nazionale. Finlay accetta di rimanere un altro anno a Viadana e, ad affiancarlo come secondo straniero approda in riva al Po Emosi Koloto (22 anni, 1 presenza con Tonga nel 1986. Passerà al rugby a XIII giocando in Inghilterra nel Widnes dal 1988 al 1995 con un intermezzo nel Halifax nel 1992/93. Cinque presenze nella nazionale neozelandese di rugby league. E’ rientrato in Nuova Zelanda nel 2001, allena il Papatoetoe Rugby Club e lavora in uno studio legale). Assieme a Finlay formerà una delle coppie più forti del campionato, destinata a lasciare un segno indelebile nella storia del rugby viadanese e nel cuore di coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di giocarci assieme. Fra i nuovi giocatori ricordiamo i bresciani Lanfredi e Bergamaschi che si aggiungono a Marcadini , il mantovano Tellini ed il colornese Manghi. Nell’estate 1987 scoppia la “querelle” campo da gioco: dopo la promozione in A2 e la necessità di un terreno di gioco con caratteristiche migliori rispetto al “Bottari”, la giunta comunale (Assessore allo sport Giovanni Pavesi) delibera l’uso promiscuo del campo comunale fino a quel momento di uso esclusivo del calcio. Il Viadana Calcio minaccia di andarsene a giocare in strutture limitrofe (Brescello, Boretto, Casalmaggiore). La polemica diventa rovente ed è costretto ad intervenire il prefetto Pandolfini che invita il sindaco Antonio Federici a convocare un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti (Federazioni comprese) per trovare una soluzione che alla fine sarà quella dell’alternanza in attesa di una nuova struttura (nell’ambito della Legge sui mondiali del 1990 il Rugby Viadana di concerto con l’amministrazione comunale presenterà un progetto per accedere ai finanziamenti ed alla costruzione di quello che nel 1993 verrà inaugurato: lo stadio Zaffanella). La prima stagione in A2 si concluse con uno straordinario sesto posto e con la doppia sfida di play off contro il Fracasso San Dona, compagine di A1. Proprio quell’anno un altro lutto colpì i colori gialloneri: la morte di Dante Bacchi(a 25 anni il 5 marzo 1988), gigante della mischia, avvenuta dopo lunghi mesi di coma in seguito ad incidente stradale. Paradossalmente tutti i momenti di gioia per le vittorie del rugby viadanese, sembravano legarsi a tragedie inspiegabili. Una sorta di contrappasso che ebbe come effetto quello di rendere sempre più compatta la squadra e l’ambiente che la circondava. Il rugby a Viadana era ormai diventato lo sport più popolare ed amato e la sua fama aveva oltrepassato i confini della provincia. Molti sarebbero gli episodi e le gare da ricordare. Ci limitiamo al 20 Marzo gara in casa contro la capolista e futura promossa in A1: il Doko Calvisano. Si gioca con il lutto al braccio: Dante ci ha lasciato per sempre. Il Calvisano strapazza il Viadana, reduce da tre sconfitte consecutive, per tutto il primo tempo mettendolo sotto di 11 punti. Il secondo tempo vede i gialloneri protesi all’attacco ed inanellare 3 calci piazzati di fila. Il finale è al cardiopalmo: con la realizzazione della meta di Bini finisce 15 a 14 per i viadanesi e si agguantano i play-out della serie A1. Nella settimana di Pasqua Viadana ospita la tournee della gallese Llantwit High School guidati dall’ex May Leighton contro i pari età guidati da Dimmo Garavaldi (20 a 19). Il viadanese Stefano Boccazzi (in forza al Serigamma Brescia) è convocato per la gara di Coppa Europa contro la Romania, il 2 Aprile allo stadio “Meazza”. Il Viadana si aggiudica il trofeo 2 Fiumi per la quinta volta e saluta un giocatore indimenticabile: Mark Finlay.


Il secondo anno di A2 (1988/89) fu quello della retrocessione. Stesso sponsor, stessa guida tecnica ed una rosa giocatori senza dubbio non inferiore a quella dell’anno precedente. Due nuovi stranieri: Mark Benton e Brett Harvey (29 anni, una presenza con gli All Blacks nel 1986) dalla Nuova Zelanda, il secondo diventerà anche il capitano dei gialloneri nella seconda parte della stagione. Bacchini e Dalla Chiesa rinforzarono la linea arretrata mentre la mischia dovette rinunciare a Manghi e Lanfredi a favore di Bellucci. Da ricordare il grande esploit d’inizio campionato, all’arrivo dei nuovi giocatori stranieri, tre vittorie consecutive fra cui quella esaltante a Benevento (27 a 25). Poi una serie di fattori contrari ed un poco di sfortuna condizionarono il proseguo del campionato e fu tardi per cercare di raddrizzare la barca nella trasferta di Paganica . Quella sconfitta diede la certezza della retrocessione ed a tutti fu chiaro che un ciclo si era chiuso. Viadana restava pur sempre un Club di provincia e c’era bisogno ancora di noviziato per essere accolti in pianta stabile nell’Olimpo del rugby italiano. Nella settimana delle feste di Pasqua una formazione Under 18 restituisce la visita dell’anno precedente ai gallesi della Llantwit High School a 30 Km da Cardiff.


Si riparte in serie B (1989/90) con un nuovo presidente (Fabrizio Nolli) ed un nuovo consiglio direttivo (il notaio Francesco Besana che porterà l’anno successivo l’azienda Arix Spa a legare indissolubilmente il suo nome al rugby viadana, Giuseppe Bongiovanni e Franco Tonni fra gli altri) per un progetto a breve termine che riportasse i gialloneri di nuovo in serie A. A fine settembre il Viadana partecipa all’Oktoberfest Seven di Monaco di Baviera con una formazione denominata Aironi (è l’esordio assoluto di questo club ad inviti per manifestazioni a carattere internazionale) e si classifica al secondo posto.Tutta la società cerca nuovi stimoli e sembra trovarli chiamando alla propria corte vecchie conoscenze. Viene ingaggiato il gallese Leighton May come tecnico a tempo pieno per il settore giovanile con un accordo quinquennale ed il parmense Pavesi come allenatore della prima squadra. Lo sponsor non abbandona e sottoscrive un impegno limitato alla stagione sportiva che iniziava. Molti giovani entrano a far parte del gruppo della prima squadra e, nell’ambito del rapporto esistente con Brescia, viene ceduto Testa in cambio di Benvenuti, un’esperta seconda linea frascatana con radici nel bresciano per motivi di lavoro. Dalla Nuova Zelanda arriva il giovane Guy Lennox (oggi importante allenatore a Wanganui), mediano d’apertura di discreto valore che con grande umiltà darà il suo apporto alla formazione giallonera. Il girone è composto oltre che dal Viadana da Ceta Bergamo (alla fine vincitore del torneo), Italgomma Amatori Parma, Tre Pini Padova, Albatros Mogliano, Crup Pordenone, Feltre, Gymnos Varese, Cus Padova, Milano, Vitto Mantova e Parabiago. Viene disputato un onesto campionato di centro classifica (10 vittorie, 1 pareggio ed 11 sconfitte) ma nelle file giallonere regna lo scontento e a fine stagione avviene la prima epurazione. A farne le spese è l’allenatore a cui non viene rinnovata la fiducia mentre alcuni giocatori vengono ceduti o lasciati liberi.


Per il 1990/91 viene raggiunto un accordo con la ditta viadanese Arix Spa il cui amministratore delegato è Silvano Melegari (legherà il suo nome, unitamente a Franco Tonni, al raggiungimento da parte della società dei vertici del rugby italiano), leader nella produzione di articoli per la pulizia della casa, con durata annuale rinnovabile. Presidente, per questa fase definibile transitoria, è ancora Fabrizio Nolli e per l’allenatore si ricorre ad una soluzione interna: la prima squadra viene affidata a May Leighton. Ancora una volta, a fine settembre, il Viadana partecipa all’Oktoberfest Seven di Monaco di Baviera con la squadra ad inviti degli “Aironi” ed ottiene un brillante terzo posto e Luca Testa miglior realizzatore del torneo con 11 mete. Domenica 7 Ottobre 1990 si disputa la decima edizione del “Trofeo Zaffanella” riservato alle compagini U19: Il Viadana batte in finale il Tartaglia Brescia per 11 a 4 (In campo c’erano Zanchi, Tassoni, Mori, Avosani, Ronchini, Davoli, Miatton, Savi, Pettenati –eletto miglior giocatore del torneo-, Zanichelli, Fragni, Formica, Mozzini, Marutti e Racchelli). In questa stagione la federazione vieta l’utilizzo di giocatori stranieri nelle categorie sotto la serie A. Di nuovo la società investe in prospettiva ed ingaggia due giovani oriundi italo-argentini da impegnare in mischia: Covanti Eduardo e Mastrocola Claudio formando un gruppo abbastanza tecnico che senza entusiasmare troppo raccoglie qualche prestigioso risultato. Mauro Benvenuti, dopo una prima parte di stagione con compiti tecnici, per motivi di lavoro, deve abbandonare ma arriva un’altra vecchia conoscenza anch’essa laziale: Stefano Bellucci. Svolgerà anche le mansioni di capitano in un anno non facile di assestamento. Parte anche Giuseppe Bacchini per il Parma dell’ex trainer giallonero Franco Bernini. Molti i giocatori provenienti dal settore giovanile che fanno il loro esordio: i fratelli Gozzi Cristiano e Dario, Simone Zanchi, Alessandria, Parenti, Serini, Pezzali e Catalano. Rientra anche Luca Testa dal Brescia. Il girone 1 della serie B in cui è inserito l’Arix Viadana comprende Iperzola Bologna 1928 (alla fine vincitore del girone), Caesar Modena, Cus Genova, Prato, Castelletti Lainate, Amatori Parma, Varese, Piacenza e Ova Pieve di Cento (quest’ultima retrocederà in serie C proprio con la sconfitta, nell’ultima gara di campionato, a Viadana per 34 a 28). Due pareggi (col Prato ed il Bologna in casa) e otto vittorie sono il bilancio attivo della stagione (otto anche le sconfitte). Da ricordare la bella vittoria ottenuta a Piacenza l’antivigilia di Natale (41 a 12) e a Modena, alla ripresa del campionato dopo la pausa Natalizia (19 a 13). A chiusura di stagione si vince il Trofeo 2 Fiumi (22 a 11 con due mete di Catalano e Covanti, fra l’altro, inedito calciatore) per la sesta volta su sette edizioni. Il Viadana partecipa, con poca fortuna, al quarto torneo seven “Memorial Garrò” di Verona vinto dai prossimi “cugini” del Rugby Colorno. Per la terza volta, a fine settembre, il Viadana partecipa all’Oktoberfest Seven di Monaco di Baviera con la squadra ad inviti degli “Aironi” e questa volta si aggiudica il torneo.


Il 1991/92 è di nuovo un anno di svolta. May è confermato alla guida tecnica. Nuovo presidente: Silvano Melegari e squadra decisamente rinforzata dall’arrivo degli altri due fratelli Mastrocola e dal ritorno di Boccazzi rispettivamente dal Livorno e dal Brescia. I due fratelli maggiori raggiungono il terzo per coronare il sogno di giocare insieme nello stesso club. Sia Norberto che Horacio vantano una grande esperienza in A1 ed il primo ha nel proprio palmares la vittoria di un campionato in Argentina nel 1983 con il Banco De Nacion. Torna in seno al club anche Gabriele Oselini dopo un’esperienza quadriennale alla guida della formazione seniores del Rugby Mantova ed assume l’incarico di guidare la formazione Under 19 (ricordiamo la composizione della “rosa”: Agazzi ’76, Avosani ’73, Arcuri ’75, Caleffi ’76, Carrara ’74, Cattini ’73, Cavazzini ’73, Fragni ’73, Furlotti ’74, Gardani ’76, Lana ’76, Marutti ’75, Mezzadri ’73, Miatton ’75, Mori ’73, Racchelli ’75, Raschi ’73, Ronchini ’75, Savi ’73, Tassoni ’75, Ternardi ’74, Usai ’74, Zanichelli ’74). Si assiste inoltre al gemellaggio fra Viadana e Colorno formando un’unica rosa di atleti seniores e due juniores (U19 a Viadana e U17 a Colorno). Tale operazione porterà a Viadana giocatori che contribuiranno a fare la storia del rugby viadanese: Manghi Mauro (a fine stagione sarà eletto “giocatore dell’anno”), Mordacci Michele e Paolo Bettati. Anche la seconda squadra seniores, guidata da Luciano Campanini, pur allenandosi a Viadana, gioca sul campo comunale di Colorno (il girone “riserve” comprende Bologna, Modena, Casinalbo, Bilboa Piacenza, Lyons Piacenza, Noceto, Parma Rfc e Amatori Parma). I presupposti sono ottimi ma, dei tre gironi nazionali, il girone veneto (Crup Pordenone, Tre Pini Padova, Feltre, Villorba, Logrò Paese, Conegliano, Mogliano, Cesena, Valpolicella), nel quale viene incluso il Viadana, è durissimo e la classifica finale lo vede secondo dietro un fortissimo Paese. In tutti però c’è il sentore che il salto di categoria sia vicino. Da registrare la soddisfazione della società per la convocazione per la Nazionale Under 19 del capitano viadanese Manuel Avosani (fino a quel momento solo Boccazzi aveva raggiunto un tale traguardo). Terzo gemellaggio tra Viadana e Galles del Sud con l’arrivo della Llantwit High School i cui giocatori avevano avuto come insegnante ed allenatore proprio l’attuale tecnico giallonero. Nella classica sfida di fine stagione del trofeo “2 Fiumi” il Novellini Mantova vince, fuori casa, la ottava edizione 15 a 9 con una meta di Antonio Tellini (ex del Viadana per due stagioni in A2) allo scadere. Dal 19 al 28 giugno và in scena la Festa del Rugby con appuntamenti sportivi, meeting tecnici, ritrovi gastronomici e musicali. Per la quarta volta, a fine settembre, il Viadana partecipa all’Oktoberfest Seven di Monaco di Baviera con la squadra ad inviti (quest’anno composta esclusivamente da atleti autoctoni) degli “Aironi” e si aggiudica il torneo per la seconda volta consecutiva con Michele Mordacci miglior realizzatore e miglior giocatore del torneo.


E finalmente si torna in A2 (1992/93) dopo quattro stagioni di purgatorio: è la primavera 1993. Il campionato è esaltante, di quelli che lasciano il segno. Il gallese May con i suoi giocatori danzano al “Bottari” nell’ultima partita della stagione (56 a 14 ai “cugini” dell’Amatori Parma). E’ anche l’ultima partita della prima squadra su quel terreno di gioco visto che è ormai prossima l’ultimazione del nuovo stadio che verrà inaugurato il 30 maggio 1993. Fra i protagonisti rileviamo la novità di Battista Berra arrivato dal Mantova in cambio di Campanini, Della Parte e Pettenati, Furio Spaggiari da Colorno, l’esordio di Mario Savi e la nuova dipartita di Boccazzi verso Brescia. Festeggiano in particolare: Norberto Mastrocola che soffia sopra 40 candeline (a quel tempo età limite allo svolgimento dell’attività agonistica) ultimando la carriera con una promozione, Andrea Erbolini quale unico giocatore viadanese ad aver vissuto sul campo tutte le quattro promozioni della storia, Cristiano Zaffanella capocannoniere del torneo con 239 punti e Mauro Manghi (metaman con 12 mete segnate) nuovo capitano della squadra e carismatico rappresentante della pattuglia colornese che ha contribuito a rinnovare i successi gialloneri. Il prestigioso risultato è stato conseguito dopo aver incontrato Cus Genova, Reggio Emilia, Bergamo, Torino, Prato, Amatori Parma, Castelletti Lainate, Modena e Asr Milano. L’Under 19, nelle vacanze Pasquali, ricambia la visita dei Gallesi della Llantwit High School e vince anche il test match per 14 a 7 dopo una gara vibrante e l’ulteriore soddisfazione della nomina di Lanzi quale miglior giocatore. Il Viadana riporta a casa il Trofeo 2 Fiumi (sette vittorie su nove edizioni) battendo il Mantova con il punteggio di 3 a 24 (2 mete di Bettati e 2 di Tagliavini). Dal 16 al 21 di Luglio si svolge la quinta edizione della Festa del Rugby con i classici appuntamenti sportivi e gastronomici e quest’anno i festeggiamenti hanno un sapore particolarmente piacevole per il ritorno in serie A2.


Nella stagione 1993/94 c’è grande entusiasmo ma si tengono i piedi per terra. Mentre la Federazione nomina nuovo tecnico nazionale George Coste il Consiglio Direttivo del Rugby Viadana nomina Norberto Mastrocola aiuto allenatore con la responsabilità della mischia a fianco del riconfermato Leighton May. Dimmo Garavaldi viene nominato allenatore della squadra riserve e Gabriele Oselini confermato alla guida degli Under 19. La rosa giocatori viene rinforzata con l’ingaggio di Paroli dal Mantova (affianca l’altro mantovano Berra) e Pisoni dal Modena. I due giocatori stranieri che sono consentiti in serie A sono i neozelandesi Richard Devery (24 anni) e Elton Moncrieff (21 anni – giocherà 27 gare per Wellington dal 1994 al 1998 passando poi al Gloucester). Il 64esimo campionato nazionale di serie A è diviso in tre gruppi (uno di A1 e due di A2 con una poule A e una poule B). L’Arix è inserita nella poule B con Brescia, Partenope, Bologna, Calvisano, Benevento, Segni e Titanus Tiene. Domenica 12 settembre 1993 viene disputata la prima gara ufficiale sul nuovo campo dedicato al mai dimenticato capitano Luigi Zaffanella. Si tratta di Arix Viadana Benevento. Si vince 24 a 14 e la prima meta della storia di questo campo viene realizzata da Alessandria e trasformata da Zaffanella. Durante la stagione si assiste all’esordio di molti giocatori quali Zanichelli, Lanzi, Gardani, Mezzadri, Zanini, Didioni e Caleffi. Da ricordare le sfide con il Rugby Brescia forte del viadanese Boccazzi: furono tre, due di campionato ed una di Coppa di Lega. La prima fu disputata a Viadana il 10 ottobre e si vinse 24 a 18 con la sfida fra i calciatori Zaffanella e appunto Boccazzi, al ritorno si perse 23 a 15 e idem accadde in Coppa (gara unica a Brescia) per 18 a 17. Si conquistano comunque i play-off e si accede ad un girone a quattro squadre composto da Viro Bologna (alla fine promossa in A1), Olidata Cesena e Bilboa Piacenza. Nella tranquillità della permanenza in A2 si registra una sola vittoria su sei gare disputate (in casa col Piacenza). Come accennato a fine stagione si disputa la Coppa di Lega con un girone a quattro squadre e gare di sola andata (Milan, Brescia e Piacenza). Il Viadana raggiunge i quarti e gioca col Simod Petrarca Padova vincendo 20 a 19 ma esce in semifinale sconfitto a Viadana dalla Benetton Treviso 32 a 20 (In questa gara esordisce Moretti in prestito dal Mantova). Il 18 Maggio il nuovo campo ospita la prima gara internazionale: Italia vs Repubblica Ceca e gli azzurri realizzano il loro record in una gara ufficiale (vincono 104 a 8 segnando 16 mete). Il 29 di Maggio si disputa a Viadana la decima edizione del Trofeo 2 Fiumi. Il rugby Mantova nelle cui file gioca il viadanese Luciano Campanini si aggiudica il trofeo vincendo 12 a 0, arbitra Teveri di Guastalla e gialloneri composti per 2/3 di giovani della Under 19. Gli Old in trasferta nella penisola Iberica vincono il torneo di Benidorm riservato ai veterani.


(1994/95) Dopo l’ultimo anno di May (5 anni come allenatore di cui 4 alla prima squadra con all’attivo una promozione in serie A2) arrivò ad allenare la prima squadra una bandiera del rugby viadanese, grande tecnico a livello giovanile: Gabriele Oselini. Luciano Campanini e Fabrizio Nolli furono nominati tecnici dell’Under 20, Giacomo Teveri e Luigi Panizzi (fermo per un grave infortunio) della Under 16, Gianni Poma dell’Under 14 e Massimo Catalano del Minirugby. Il girone della prima fase era composto oltre all’Arix da Piacenza, Lyons Piacenza, Parma, Calvisano e Noceto. Il parco giocatori si modifica con l’arrivo di Tramontin dal Belluno, Moretti e Perteghella dal Mantova; la partenza di Pisoni (rientrato a Modena), Horacio Mastrocola (rientrato a Brescia), Paroli (rientrato a Mantova), Zanini, Rocchi e Della Parte. Il campionato non fu fortunato, almeno nella prima fase , nonostante la presenza in campo di atleti stranieri come Inoke Afeaki (seconda linea nazionale di Tonga, avrà una lunga carriera dalla Coppa del Mondo del 1995 a quella del 2007 giocando in Francia, Galles e Giappone) e Tana Umaga (futuro All Blacks nel 1997 collezionando 79 presenze di cui 21 volte come capitano, diventando simbolo del rugby mondiale) forse un poco giovani (entrambi 21 anni) ma destinati alla ribalta internazionale. Quell’anno riprende anche l’attività seniores a Colorno ( serie C con allenatore Matteo De Sensi) rafforzata da atleti viadanesi orfani della seconda squadra: Valentini, Didioni Claudio, Serini, Davoli, Mori Mario e Nolli.

Domenica 9 Ottobre la squadra venne presentata presso l’Auditorium ITC di Viadana.

In quell’anno esordirono Agazzi, Parenti, Pisano, Gorreri, Spotti e Arcuri. L’inizio campionato è terribile: manca Afeaki le prime due gare (2 sconfitte), la terza, col Parma, viene espulso Umaga (2 gare di squalifica) per botte in campo e sugli spalti. Si respira pareggiando all’80’ col Calvisano in casa ma si perde ancora a Piacenza chiudendo l’andata con all’attivo il solo pareggio. Ma il 20 novembre grande vittoria a Noceto contro la capolista guidata da Bernini (33 a 25) con i nostri neozelandesi in cattedra (2 mete Umaga e 1 Afeaki) e la domenica successiva stessa sorte tocca alla nuova capolista Lyons Piacenza (29 a 23). E ancora a Parma si vince 18 a 17 con un calcio di Zaffanella in extremis. La serie positiva si ferma a Calvisano e con essa sfumano i play-off. Il girone dei play-out è composto da Lyons Piacenza, Brescia, Parma, Belluno, Villorba e Arix.

Il Viadana conclude al primo posto con otto vittorie su dieci gare. Di quell’anno ricordiamo l’alluvione che sommerse il “Bottari” costringendo i gialloneri ad emigrare per allenarsi all’oratorio di Sabbioneta. Il 27 Febbraio muore a 41 anni, finendo con la sua auto nel fiume Taro, Paolo Pavesi (il Baudelaire del rugby come venne definito), figura fondamentale nella storia del rugby viadanese. Tutte le giovanili coordinate da Paolo Benazzi partono per un tour in Francia. Il 30 Aprile si disputa a Mantova l’undicesima edizione del “2 Fiumi” ed il Viadana riporta il trofeo in riva al Po vincendo 38 a 22. Il 13 Maggio, in occasione del 25esimo della nascita del Rugby Viadana, allo Zaffanella si gioca la gara internazionale Under 21 fra Italia ed Inghilterra (6 a 22).


Il Rugby Viadana aveva comunque consolidato la propria posizione in A2, mancava solo una guida più intransigente che indirizzasse gli atleti verso un impegno sempre più professionale, una sorta di prologo al professionismo. Nella stagione 1995/96 venne ingaggiato, allo scopo, il colonnello Theodor Radulescu (63 anni a quel tempo. Radulescu è morto il 12 Gennaio 2011 all’età di 78 anni) già allenatore della squadra romena di rugby ai mondiali in Francia nel 1991 ed in Sud Africa nel 1995, autentico guru della palla ovale nel proprio paese (vantava la guida della nazionale romena vittoriosa per due volte contro la Francia, due contro il Galles ed una contro la Scozia. Come giocatore vinse quattro titoli nazionali e un titolo di campione europeo nel 1964. Debuttò in nazionale nel 1955 collezionando 18 presenze in nove anni) con ampi riconoscimenti a livello europeo. Radulescu portò lo spirito di disciplina e di abnegazione necessari a quindici uomini per formare una vera squadra e, nei tre anni in cui operò a Viadana (dal 95 al 98) sfiorò la promozione in A1, ma soprattutto forgiò un gruppo di atleti capace di fare il grande salto.

Quell’anno registriamo l’arrivo di Savelli dal Belluno e Falavigna dal Mantova. Berra e Perteghella tornano a Mantova e Mordacci Michele emigra verso Calvisano. Arriva Furlotti dall’Amatori Parma ma si infortuna immediatamente e sparisce. L’ex tecnico Oselini viene ingaggiato dall’Amatori Parma e porta con sé Spotti. Quell’anno esordisce in prima squadra Andrea Benatti. Il ruolo di capitano viene svolto da Alessandria in quanto Manghi rimane ma a mezzo servizio per impegni di lavoro e famigliari (leggasi matrimonio). Come straniero viene ingaggiato un giocatore destinato a lasciare un grande ricordo: Darren Robson. Il girone di quell’anno comprende, oltre all’Arix Viadana, Zagara Catania, Skg Noceto, Deltalat Bologna, Rieti, Fiamme Oro, Brescia, Parma e Cus Padova. Si comincia piuttosto bene ma domenica 14 gennaio 1996 si perde per la quarta gara consecutiva a Viadana contro le Fiamme Oro (34 a 22) forti del viadanese Zanichelli e si parla con insistenza di crisi. Arriva la domenica successiva e si gioca a Bologna contro la Deltalat, capolista e neoretrocessa dalla A1 allenata da Romagnoli, ed un grande Robson guida i gialloneri ad una clamorosa vittoria (32 a 23). La domenica successiva si vince ancora a Viadana contro Skg Noceto guidato da Bernini per 20 a 9. Queste pur prestigiose vittorie non bastarono per la qualificazione play-off. Nel girone play-out il Viadana viene abbinato con Casale, Parma, Cus Genova e Rieti. Dopo un ’andata a punteggio pieno il ritorno iniziò con tre sconfitte consecutive (a Casale, col Cus Genova e a Parma) che misero paura ma si conquistò la permanenza in A2 con la vittoria contro Rieti per 30 a 14.

Quell’anno Viadana fu scelta come una delle sedi del Campionato Mondiale Under 19. Allo stadio Zaffanella si giocarono Argentina – Russia (45 a 0), Romania – Italia (27 a 5) e Argentina – Scozia (41 a 20). La dodicesima edizione del Trofeo 2 Fiumi fu vinta dal Viadana (59 a 3) nelle cui file giocò Boccazzi in predicato per tornare ad indossare la maglia giallonera.

Domenica 12 Maggio 1996 allo Zaffanella si disputa un raggruppamento di rugby a 7 per regioni che viene vinto dalla Toscana. Quarta la Lombardia forte di Mordacci Michele e Falavigna.

Sabato 25 Maggio si gioca Bresciani Rfc (selezione di Serie C1 e C2) contro Gonzaga XV (29 a 19), amichevole arbitrata da Fabrizio Nolli per testare nuovi giocatori (fra i Viadanesi compaiono Cacciatore, Arcari, Anversa, Francesconi, Marini Grassetti, Benatti e Avigni Morris).


Nel 1996/97 si riparte in serie A2 con i confermati Radulescu alla guida tecnica e con Darren Robson come straniero. Avvicendamento invece al vertice societario: Gianni Fava (ex giocatore giovanile e allora Sindaco al Comune di Pomponesco) viene eletto presidente e sostituisce Silvano Melegari che rimane come sponsor principale. Oltre a Fava il Consiglio Direttivo è stato allargato a 9 membri ed include lo stesso Melegari nonchè Besana, Tonni, Franco Didioni, Andrea Saviola, Malaspada, Avosani e Claudio Gozzi. Nello stesso periodo (21 Settembre 1996) il vice-presidente federale Giancarlo Dondi, a 61 anni, viene eletto Presidente della F.I.R.. Il girone in cui è inserito il Viadana comprende anche Mirano, Paese, Segni, Parma, Catania, Cus Padova e Cus Roma. Nel movimento giocatori vediamo la conferma di Savelli, Moretti e Falavigna (al Mantova si accaserà Gigio Panizzi) mentre Tramontin torna a Feltre. Tagliavini riprende dopo un anno di stop, Manghi risolve i problemi professionali e Mordacci Michele rientra da Calvisano. Arrivano anche Dacci dall’Amatori Parma, Cacciatore dal Colorno e Marini Grassetti dal Fermo. Nulla da fare invece per Boccazzi. Durante la stagione esordiranno Agazzi, Pavesi, Zanetti, Seresini ed Anversa.

Sabato 14 Settembre il Viadana Under 20 di Campanini vince il Memorial “Paolo Pavesi” con Parma e Noceto e come miglior giocatore del torneo viene premiato Marco Anversa (classe 1979).

La partenza è di quelle col botto: 4 vittorie consecutive prima di perdere a Padova (19 a 18) ma si ritorna immediatamente alla vittoria a Parma contro i rivali di sempre (16 a 15). Si ottiene la seconda conquista dei play-off promozione per la serie A1. In quell’anno il Viadana è orgoglioso delle convocazioni in nazionale di Benatti (Under 19), Didioni (under 21) e Moretti (Italia A).

Il girone play-off annovera oltre all’Arix il Caripiacenza, Cus Padova, Paese, Fiamme Oro e Brescia. Dopo alcune vittorie, fra cui quella molto prestigiosa contro i favoriti del girone il Caripiacenza (35 a 27 – squadra allenata da Franco Bernini e a numero 8 gioca Jerome Paarwater futuro allenatore dei gialloneri, freschi campioni d’Italia, nel 2002/03), si culla il sogno promozione. Si deve, purtroppo, accantonare tale ambizione dopo la pesante sconfitta contro le Fiamme Oro prima (43 a 12) e quella definitiva a Piacenza poi (23 a 6).

A Mantova l’11 Maggio 1996 si disputa la tredicesima edizione del Trofeo 2 Fiumi ed il Viadana vince con un perentorio 62 a 8.


Nel 1997/98 si pianifica con l’entusiasmo dei raggiunti play-off della passata stagione. Rinnovata la fiducia a Radulescu che sarà aiutato da Fabrizio Nolli. Mordacci Michele emigra definitivamente verso Calvisano. Moretti và al Petrarca Padova. Della Parte e Spotti all’Amatori Parma, Romersa e Fabio Seresini al Colorno, Panizzi, Flisi Emiliano, Pettenati, Gozzi Simone, Mordacci Alessandro e Tagliavini al Mantova. Anche Zaffanella si unirà a fine Novembre alla pattuglia in rotta su Mantova in cambio di un giocatore per la Under 20 di Campanini: il giovane mediano di mischia Marcuccio. Manghi decide di smettere definitivamente di giocare o forse no . Savelli viene confermato insieme a Falavigna. Da Mantova ritorna Berra (svolgerà in qualche occasione anche il ruolo di capitano). Arrivano Spina da S. Benedetto ed il veneziano Papadia dal Parma. Un paio di fugaci apparizioni di Dacci che poi si infortuna e sparisce definitivamente. Esordiscono in questa stagione Andrea Pavesi e Gianluca Flisi. Vengono ingaggiati due nuovi oriundi argentini che si uniranno alla squadra a campionato iniziato per difficoltà nel tesseramento: il 26enne Ivan Merlo ed il 21enne Lisandro Villagra. Dalla Nuova Zelanda arrivano il mediano d’apertura samoano 22enne Ngapaku e il 29enne terza linea Rewi.

Il girone del campionato comprende: Amatori Catania, Cus Padova, Mirano, Tarvisium e Rovato.

Il girone di Coppa Italia: Rovigo e Bologna di A1 e Parma di A2. La Coppa Italia viene disputata come prologo del campionato ed il Viadana chiude al secondo posto dietro Rovigo (3 vittorie di cui due col Parma ed 1 col Bologna) ma non basta per passare il turno.

In attesa dell’inizio del campionato il 2 novembre 1997 si disputa un’amichevole di lusso contro il Milan vice campione d’Italia e si vince 31 a 20.

Damiano Flisi convocato con la Nazionale Under 16, Marco Anversa, Andrea Benatti e Gianluca Flisi con la Under 19, Manuel Didioni e Morris Avigni con l’Under 21.

Esordio amaro invece nella regular season: sconfitti a Catania (20 a 19) e a Viadana col Mirano (20 a 8). Sorgono dubbi sulle capacità di Ngapaku e, per la prima volta a Viadana, si sente parlare di sostituzione anzitempo di un giocatore straniero. Il rientro di Manghi, giocatore prediletto di Radulescu, coincide con la vittoria scaccia crisi contro Rovato (30 a 15). Anche nel proseguo però saranno più ombre che luci e lo spauracchio dei play-out diventa realtà dopo la sconfitta (27 a 24) contro il Tarvisium in trasferta. Il girone accomuna al Viadana anche Tarvisium, Amatori Catania, Partenope Napoli, Casale sul Sile e Colleferro. La formula è la solita che prevede la retrocessione in serie B di tre delle sei formazioni partecipanti ai play-out. L’Arix Viadana in questa seconda fase è molto attenta e non sbaglia quasi nulla e con 7 vittorie e 1 pareggio su 10 gare si classifica prima del girone. Da rilevare che a tre gare dal termine, a salvezza praticamente ottenuta, viene esonerato il tecnico Radulescu e la conduzione tecnica della squadra viene gestita da Tonni e Nolli.

Gli Old Boys viadanesi partecipano a Città del Capo in Sudafrica al Golden Oldies Rugby Festival.

Domenica 7 giugno si disputa a Viadana il Trofeo 2 Fiumi che i gialloneri si aggiudicano 50 a 16.

Domenica 15 giugno a Viadana và in scena la prima edizione dell’Abrax Rugby Seven a cui partecipano, oltre all’Arix: Petrarca, Fiamme Oro, Parma, Rovigo e Mantova. Vince Petrarca in finale col Viadana (48 a 0). Si aggiudica il “Toson d’oro” come miglior metaman con 7 segnature l’allora diciannovenne e sconosciuto Mauro Bergamasco del Petrarca Padova.


Nella stagione 1998/99 cambia il presidente che diventa Francesco Besana e torna ad allenare la prima squadra Franco Bernini (affiancato in seconda da Fabrizio Nolli), Rocchi e Bortolotti alla seconda squadra in C2, Campanini e Catalano alla Under 20. Torna anche Gabriele Oselini come responsabile tecnico della società Junior Rugby Viadana (Gianni Fava è il nuovo presidente sostituendo Ivano Piccinini). A luglio, Bernini e Nolli partecipano in Francia, a Nourmantier, allo “Stage Villepreux” portando con loro i giovani Campostrini, Massimo Tizzi, Damiano Flisi e Luca Martelli (le spese dei ragazzi vengono sostenute dagli Old Boys come contributo alla crescita dei giovani). Campostrini viene insignito del premio “miglior atleta” e Tizzi “giocatore più aggressivo”. Il girone di Coppa Italia comprende anche Caripiacenza, Parma e Amatori Parma. Il campionato di C2 (sponsor Guantificio Ariete): Borgo Poncarale, Ospitaletto, Brescia, Chiari, Cus Milano, Crema, Lumezzane, Codogno e Bassa Bresciana. Il girone di A2: Livorno, Brescia, Colleferro, Viterbo e Mogliano. Vengono confermati Falavigna, Berra, Spina e Marini Grassetti. Dal Noceto arriva Vincenzi. Savelli torna al Belluno. L’oriundo Ivan Merlo emigra in francia a La Rochelle e viene sostituito da Federico Grangetto. Vengono ingaggiati molti giovani per l’Under 20 e, in prospettiva, per la prima squadra: Livrieri dal Torino, Franchi dal Piacenza, Campostrini, Brunoni e Nicoletti dal Mantova. A stagione iniziata tornerà anche Ermanno Perteghella, arriverà Federico Minello da Treviso (giocherà poco per un serio infortunio) e per la fase play-off arriverà l’italo-neozelandese Andrea Cettina (21 anni – ¾ ala). Al Mantova vanno Seresini, Fragni, Mordacci Alessandro, Panizzi, Tagliavini e Francesconi. Si riuscirà a tesserare anche Mario Goat (giocherà uno scampolo di gara quando l’Arix è in emergenza) ma non otterrà mai il trasferimento come poliziotto presso una sede che gli consenta di allenarsi regolarmente. Vengono ingaggiati dalla Nuova Zelanda il centro Parker (21 anni e futuro nazionale gallese nel 2002. Ha partecipato a 2 coppe del mondo nel 2003 e 2007 e vinto 2 Six Nations col grande slam) e il n. 8 Matthew Phillips (23 anni e futuro nazionale italiano nel 2002 e 2003 con 14 presenze totali e 3 mete realizzate. Ha partecipato alla coppa del mondo del 2003 in Australia). Sempre dalla Nuova Zelanda arrivano anche, per l’Under 20, i giovani Kaine Robertson (18 anni, diventerà capitano e simbolo del rugby viadanese. Con la nazionale italiana ha esordito nel 2004 e collezionato 47 presenze segnando14 mete, ha partecipato alla coppa del mondo del 2007) e Andrew Henry (figlio dell’allenatore della nazionale gallese e futuro allenatore degli All Blacks, presente a Viadana il 21 Dicembre per una lezione ai tecnici locali). L’inizio di stagione è, ancora una volta, funestato da un terribile incidente accaduto a Battista Berra, capitano della squadra, durante una gara di Coppa Italia a Viadana contro il Piacenza. Le conseguenze per Battista furono tremende e lo costrinsero ad una lunga degenza ed alla perdita di ogni attività motoria. Da quel momento ogni successo del Rugby Viadana avrebbe portato il suo nome. La prima fase della Coppa Italia si conclude con un buon secondo posto che non è sufficiente per passare il turno ma ha scaldato il motore. La prima fase è una cavalcata che finisce coi viadanesi imbattuti: Arix-Colleferro 45-8 (ritorno 33-17), Brescia-Arix 20-27 (ritorno 12-37), Mogliano-Arix 22-42 (ritorno 39-56), Arix-Viterbo 78-5 (ritorno 36-24), Livorno-Arix 30-32 (ritorno 29-38). I play-off promozione sono una cavalcata verso l’A1 (una sola sconfitta a Bologna e il primo posto in classifica in coabitazione proprio col Viro Bologna che per la miglior differenza punti parteciperà alla poule scudetto): Arix-Pagani Rovato 60-5 (ritorno 48-14), Italgomma Parma-Arix 7-38 (ritorno 13-40), Arix-Fast Net Brescia 13-11 (ritorno 26-3), Arix-Livorno 29-12 (ritorno 34-29), Viro Bologna-Arix 25-10 (ritorno 35-37).
La stagione verrà ricordata anche per il primo doping: Paolo Spina risulterà positivo al cannabinolo nella gara di Colleferro e verrà squalificato per otto mesi. Le convocazioni in nazionale di Campostrini e Franchi (Under 19), Benatti, Anversa e Cettina (Under 21) e Grangetto (Nazionale A). Da sottolineare la soddisfazione di Campanini e Catalano per la prima vittoria ufficiale del Viadana contro la Benetton Treviso (in quel momento Campioni d’Italia della categoria) della loro Under 20 che il 23 Maggio, sul terreno amico, vince 30 a 23. Anche la seconda squadra ottiene quella che i giornali definiranno una promozione “virtuale” giocando e vincendo 38 a 17, sul campo neutro di Calvisano, la finale contro il Borgo Poncarale (la mancata promozione in serie C1 è per l’assenza di una seconda formazione Under 14, obbligatoria per il salto di categoria). Ovviamente grandi festeggiamenti per la promozione in A1 e complimenti con ricevimento da parte sia della Amministrazione Comunale che da quella Provinciale. Il tradizionale trofeo 2 Fiumi viene annullato e si gioca la sfida fra i Gonzaga XV e il 15 della Leonessa (45 a 54) con incasso a favore di Battista Berra e con tutti i giocatori in campo con la maglia numero 2. Dal 10 al 13 Giugno, allo Spazio Arena, và in scena “Rugby Insieme” la tradizionale grande festa del rugby viadanese.


Dobbiamo assolutamente ricordare che alla sua prima stagione in A1 (1999/00), il Rugby Viadana strabiliò il rugby nazionale dimostrandosi compagine rivelazione del torneo, tanto da conquistare addirittura la Coppa Italia, e di arrivare alla semifinale scudetto contro Rds Roma che diventerà poi Campione d’Italia. Durante questa esaltante stagione il Rugby Viadana si permise il lusso di battere tutte le grandi del rugby italiano, da Treviso (il 23/1/00 per 15 a 10) a L’Aquila, da Rovigo (il 6/1/00 per 39 a 26) a Roma alimentando titoli giornalistici come: “Stravolto l’equilibrio del rugby italiano”.

La prima, storica, gara nel massimo campionato italiano viene disputata il 31/10/99 a casa dei campioni italiani della Benetton Treviso e si conclude con una sconfitta: 30 a 20. Lo storico esordio a Viadana avviene la settimana successiva contro il Calvisano (1000 tifosi in tribuna) e coincide con la prima vittoria per 16 a 6. La rosa dei giocatori venne profondamente rivoluzionata. Falavigna e Perteghella tornano al Mantova, nel frattempo promosso in serie B. Vengono confermati Minello, Vincenzi, Cettina, Franchi e l’extracomunitario Phillips. Il secondo extracomunitario sarà Ali Koko (trequarti centro Samoano di 22 anni – 3 presenze e 2 mete con la sua nazionale – giocherà i 10 anni successivi in Francia ed Inghilterra ricomparendo nella stagione 2010 nell’amatori Capoterra con compagni di squadra, incredibile, Phillips, Queirolo e Corolenco). A Viadana si forma una nutrita colonia di “oriundi” che affianca i confermati Grangetto e Villagra: Porreca e Cassina (entrambi 32enni italoargentini provenienti dal Piacenza), Jimenez (pilone 25 anni), Francesio (ala 24 anni), Queirolo (mediano di mischia 25 anni) e Aaron Persico (23enne terza linea italo neozelandese). Arrivò anche Lambrini (mediano di mischia 24enne dall’Aquila) e Arcari (ala 26enne del Colorno) ad affiancare il confermato Cacciatore. La pattuglia si definì con l’arrivo dei due comunitari consentiti dalla federazione: Justin Marshall (26enne terza linea neozelandese con passaporto britannico) e Glenn Bunny (23 anni, estremo britannico). Mario Savi sarà il capitano della squadra e nello staff tecnico entra il preparatore atletico Massimo Zaghini. Domenica 3 Ottobre 1999 si svolge a Viadana il memorial “Paolo Pavesi” Under 21 (quest’anno sponsorizzato Tonkita) con un triangolare con Overmach e GranParma, vince Viadana e Mario Sanfelici viene eletto miglior giocatore del torneo. Al confermato Under 21 Robertson si aggiungono gli oriundi argentini Rivas e Corolenco. Vogliamo ricordare il cammino che portò alla conquista del primo storico trofeo nazionale: la Coppa Italia. Caripiacenza – Arix 15 a 18 (ritorno 26 a 26), Arix – Calvisano 26 a 19 (ritorno 25 a 16), Pagani Rovato – Arix 44 a 34 (il Rovato si ritirerà), Amatori Parma – Arix 21 a 63 (ritorno 7 a 62), Arix – Brescia 43 a 5 (ritorno 66 a 27) e si và ai quarti. Arix – Lofra Mirano 50 a 18 e si và in semifinale. Arix – Femi Rovigo 54 a 12 e si và in finale. Il 29 gennaio 2000 a Parma in Viale Piacenza il sudafricano Kaplan arbitra Caripiacenza – Arix 14 a 32: il Viadana vince la Coppa Italia e acquisisce il diritto a disputare la Coppa Europa l’anno successivo. Si stabilì anche il record di oltre 26 mesi senza sconfitte in campionato sul campo Zaffanella. Nel corso della stagione vengono selezionati per la Nazionale Azzurra: Damiano Flisi (Under 18), Andrea Benatti e Marco Anversa (Under 21), Paolo Bettati, Aaron Persico, Sebastian Francesio, Mario Savi, e Juan Manuel Queirolo (Nazionale maggiore).

RUGBY-VIADANA


La stagione 2000/2001 conferma quanto di sorprendente la matricola del rugby italiano aveva mostrato nell’anno precedente. Si parte con la convocazione, a giugno, di ben cinque viadanesi in nazionale per il tour nel Sud Pacifico (Samoa e Isole Figi): Benatti, Francesio, Persico, Queirolo e Villagra. Per i mondiali universitari vengono chiamati Anversa, Bezzi, Pedrazzi e Avigni. Parte anche la meritocrazia del gioco: la vittoria frutterà 4 punti, il pareggio 2 e verrà assegnato 1 punto (bonus) alla squadra che segna 4 mete o che perde con 7 punti o meno di scarto.

L’under 21, capitanata da Mario Sanfelici, viene affidata alla coppia Oselini e Campanini (quest’ultimo, dal Febbraio 2001, sostituirà Daldoss sulla panchina del Bisi Mantova in serie B riuscendo a portare in porto la salvezza).

Sempre sotto la guida di Franco Bernini, affiancato dopo alcuni mesi da Mac McCallion, con un organico rinforzato nei reparti fondamentali. Da rilevare il ritorno di Darren Robson con un contratto part-time fino a Novembre, l’ingaggio dell’ala Faggiotto, della terza linea Daniel Scanlon, il tallonatore italo-australiano Nick Superina, il trequarti Brynn Hill, l’ala Dominic Feaunati e Tristan Meo.

A questo proposito bisogna anche rilevare qualche mugugno fra i sostenitori a causa dell’eccessivo numero di stranieri, comunitari ed oriundi presenti in campo (quasi sempre i due terzi).

I gialloneri si cimentarono per la prima volta con il rugby europeo in Shield Cup e precisamente contro due squadre francesi: il Bourgoin ed il Narbonne (in quella città, il 7 ottobre 2000, l’Arix disputerà la prima gara europea della sua storia, conclusasi col risultato di 53 a 24 per i francesi ma con la segnatura di ben 3 mete: Robson, Papadia e Bunny). Furono scontri epici che allo “Zaffanella” videro la squadra viadanese giocare alla pari con i più quotati avversari, cedendo solo alla fine con onore (20 a 22 con piazzato di Valls all’82’). L’obiettivo principale d’inizio stagione era quello di entrare nel futuro “Superten” che sarebbe partito l’anno successivo e venne centrato in pieno. Domenica 17 Dicembre 2000 L’Arix sconfigge i campioni d’Italia dell’RDS Roma a Viadana per 37 a 25 (3 mete di Jimenez) infrangendo la loro imbattibilità che durava da dieci turni e la domenica successiva batte il Calvisano fuori casa per 24 a 18 compiendo due vendette finendo in gloria il secondo millennio: conquista dei play-off e diritto di partecipazione al futuro Superten.

Under 21, capitanata da Mario Sanfelici, viene affidata alla coppia Oselini e Campanini (quest’ultimo, dal Febbraio 2001, sostituirà Daldoss sulla panchina del Bisi Mantova in serie B riuscendo a raggiungere la salvezza).

Dopo la fine della stagione regolare con l’Arix al terzo posto, la semifinale scudetto venne giocata in gara doppia contro la Benetton Treviso. Non ci fu storia per un Viadana solido ma ancora poco smaliziato per sfide di questo genere ed i veneti ebbero via libera per il loro nono scudetto.


A Viadana però nessuno poteva immaginare che cosa sarebbe successo l’anno seguente (2001/02) con la riforma del campionato e la nascita del Super 10 cioè dell’elite del rugby italiano. Ad affiancare Bernini e Mac McCallion (lascerà Viadana anzitempo, nell’aprile 2002, per andare a guidare le Isole Fiji verso la coppa del mondo 2003) arriva il preparatore atletico degli Aukland Blues Jeff Firehurst. Lo staff completato dall’altro preparatore atletico mantovano Massimo Zaghini, appronta una compagine rivoluzionata e rinforzata da nuovi importanti arrivi: il pilone Lee Lidgard, l’apertura Raimond MacDonald, le seconde linee Richard Denhardt e Santiago Dellapè, i centri Ryan Pickerimg e Sandro Ceppolino, il mediano di mischia Harley Crane e l’estremo sudafricano Casper Steyn oltre agli italiani Dolcetto (Rovigo), Travagli (Treviso) e Vigna (Piacenza). Si vede anche Joshua Sole che però deve rientrare in Nuova Zelanda per problemi di tesseramento.

Sono di quest’anno le prime convocazioni degli stranieri “equiparati” dopo aver giocato consecutivamente 36 mesi in Italia e Matthew Phillips è il primo viadanese ad usufruirne: esordio il 26 gennaio ad Arezzo contro le World 15 All Stars vinto 28 a 8. E nel 6 nazioni a Cardiff si raggiunge il record di convocazioni nella nazionale maggiore, ben 5 viadanesi chiamati da Johnstone: Phillips, Persico, Pedrazzi, Dellapè e Benatti.

Aperitivo a Settembre con la vittoria nell’amichevole a Lavadera con il Nottingham e del successivo Torneo della Perdonanza a L’Aquila. La prima gara del nuovo Superten, ironia della sorte, vede proprio il Benetton Treviso, campione d’Italia, scendere allo Zaffanella ed uscirne questa volta sconfitto 26 a 19; è l’8 Settembre 2001.

Il Viadana fu capace di conquistare due vittorie casalinghe in Shield Cup contro Neath (33 a 26 il 12 Gennaio 2002) e Bourgoin (prima storica vittoria in Europa, 26 a 10 il 7 Ottobre 2001) ma soprattutto di concludere al primo posto in classifica la stagione regolare di Super 10 (con alcuni risultati di prestigio come le vittorie esterne a Roma 35a23, Rovigo33a24 e a Treviso 22a12).

Poi nei play off l’incredibile: Viadana, alleggerito da qualsiasi pressione dopo la prima pesante sconfitta in semifinale a Treviso per 29a6 riesce nell’impresa di eliminare la Benetton nella memorabile semifinale di ritorno a Viadana, giocata davanti a 2000 spettatori, in cui i gialloneri riuscirono a segnare le quattro mete necessarie per passare il turno (vittoria per 31a14), gettando i blasonati avversari in una crisi catatonica.
Poi la finalissima al “Battaglini” di Rovigo gremito da settemila spettatori e colorato di giallonero contro i cugini del Calvisano. La gara, bella e tecnica, alla fine vide prevalere proprio il Viadana di Bernini (19a12) capace di segnare due mete storiche con Denhardt e Dolcetto e portare a casa il primo scudetto della storia della palla ovale in riva al Po, il primo scudetto del Super 10, il primo scudetto vinto nella storia del rugby italiano da una cittadina non capoluogo di provincia. Vale la pena di ricordare la formazione in campo: Steyn, Robertson, Ceppolino, Bettati (Travagli), Dolcetto (Pedrazzi), McDonald, Crane, Phillips, Persico, Benatti, Denhardt, Dellapè, Lidgard (Spina), Jimenez (Superina), Savi.