Succede solo in riva al Po

Educazione Fisica a scuola? Italia fanalino di coda.

Educazione Fisica a scuola? Italia fanalino di coda.

By on Ago 14, 2017 in Rugby | 0 comments

Riporto questa interessante analisi:

Educazione Fisica e Sportiva a scuola? L’Italia è ancora indietro
Un grido di allarme! Permettetemi di fare alcune considerazioni sulla situazione in Italia dell’Educazione Fisica e Sportiva a scuola.
Rapporto Eurydice
“I programmi e i voti sono poco chiari, il monte ore facoltativo alla Scuola Primaria è nettamente insufficiente alle Scuole Secondarie di 1° e di 2° grado, il nostro Paese è il fanalino di coda dell’Unione Europea per l’avviamento allo sport. 
A lanciare l’allarme è il rapporto “Educazione Fisica e Sportiva a scuola in Europa”, elaborato da Eurydice, la rete europea per l’informazione sull’istruzione. E, sebbene i dati siano fermi a qualche anno fa (precisamente al 2013), la situazione non è poi così cambiata. 
Basta guardarsi attorno!
L’Educazione Fisica e Sportiva è tra le priorità nei programmi di studio di molti Paesi europei, invece in quelli italiani è abbandonata a sé stessa, infatti l’Educazione Fisica e Sportiva, per il nostro sistema scolastico, è quasi un oggetto misterioso, soprattutto ai livelli inferiori (Scuola Primaria su tutte) che, però, sono fondamentali nella crescita dei ragazzi: è lì che si gettano le basi per lo sviluppo della persona.. 
Eppure nel nostro Paese si fa poco o nulla per potenziare la presenza dell’Educazione Fisica e Sportiva a scuola.
In Francia si superano le cento ore l’anno, in Italia non si sa.
Un dettaglio basterebbe a certificare il livello di arretratezza dell’Italia sul tema. La nostra è una delle pochissime nazioni dell’Unione Europea che, pur avendo indicato l’Educazione Fisica e Sportiva come materia obbligatoria, nella Scuola Primaria ha consentito la completa flessibilità di orario. Ciò significa che gli Insegnanti hanno facoltà di far svolgere attività fisiche e sportive ai bambini quando e come meglio credono: peccato che spesso questo si traduca molto spesso in una corsetta, in giochi o in qualche esercizio a corpo libero, se non addirittura in una partitella di calcio o di pallavolo, come se fossimo all’Oratorio (con tutto il rispetto per l’Oratorio!). Solo per fare un paragone:
– in Irlanda l’orario medio minimo annuo raccomandato per le Scuole Primarie si attesta attorno alle 37 ore;
– in Francia si arriva a più di 100 (occupando circa il 10% della didattica); l’E.F. è una materia che assume pari dignità rispetto a tutte le altre.
Alla fine della Scuola Primaria mancano all’appello centinaia di ore di Educazione Fisica e Sportiva.
Facendo un rapido calcolo, gli alunni italiani arrivano alla fine della Scuola Primaria, avendo accumulato un ritardo decisivo rispetto, ad esempio, ai loro colleghi tedeschi (dove le ore ogni anno sono più di 80) e danesi (dove l’Educazione Fisica occupa 70 ore di lezione all’anno) e sommando mese dopo mese, il “gap” stimato può sfiorare anche le 500 ore. 
E nelle Scuole Secondarie di 1° e di 2° grado? Qui le ore obbligatorie di Educazione Fisica e Sportiva sono in media 66 all’anno, permettendoci di superare nazioni come la Spagna (ferma a quota 24), ma rimanendo comunque inesorabilmente dietro ai Paesi più virtuosi (Francia, Austria, Polonia, Germania) dove anche i ragazzi più grandi devono svolgere circa 100 ore di attività sportiva per ogni anno scolastico.
Non esiste una linea-guida sui tipi di attività fisiche e sportive per allenare i bambini e i ragazzi.
Ma il problema non è solo di quantità, è anche di metodo. Come anticipato, in Italia non ci sono delle linee-guida precise che un Insegnante deve seguire. Spesso l’ora di Educazione Fisica e Sportiva assomiglia più a una scampagnata che a un momento di sforzo ed esercizio; altrove, invece, ci sono delle attività indicate come obbligatorie per i ragazzi. A farla da padrone la ginnastica a corpo libero e i giochi (generalmente con la palla), ma non è escluso che uno studente debba cimentarsi con l’atletica leggera, con il nuoto e persino con la danza (succede in tantissime nazioni come, ad esempio, in Belgio, Francia, Germania, Austria e Ungheria).
Il voto non ha alcun riscontro oggettivo.
Infine c’è la questione voti. Da noi non è obbligatoria la cosiddetta “valutazione sommativa”, frutto del giudizio dell’Insegnante e dei risultati di test fisici o esami teorici. Gli Insegnanti danno il voto a proprio piacimento, senza un riscontro oggettivo di quanto riportato nella pagella. Tutt’altra storia nella maggior parte delle altre nazioni europee, dove gli sport sono valutati singolarmente e in alcuni casi alla pagella si allega un report sulle abilità fisico-sportive dei ragazzi”
“E poi ci si lamenta dei risultati ai campionati mondiali di atletica leggera a Londra?”
Ma guardiamoci attorno. Rendiamoci conto che in Italia abbiamo molti impianti sportivi, piscine e palestre obsoleti, poco attrezzati, nella Scuola Primaria spesso chi insegna Educazione Fisica e Sportiva è l’Insegnante di geografia, anche perché non è previsto l’Insegnante di Educazione Fisica o il laureato in Scienze Motorie. 
Ogni tanto “salta fuori” un progetto C.O.N.I., nettamente insufficiente al fabbisogno motorio dei nostri bambini e ragazzi.
Facciamo un passo indietro e due in avanti!
Prof. Maurizio Mondoni

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